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Lo scriba

Passa la maggior parte del tempo a scrivere sui foglietti di carta

Ci sono pochi fenomeni dotati di una memoria stratosferica, tutti gli altri hanno bisogno di un aiutino per memorizzare numeri dati e sequenze.

Lo scriba lo fa in maniera maniacale, che sia seduto a un tavolo della roulette, su un divanetto o al bar passa tutto il tempo a scrivere in continuazione. Ma è quello che scrive che lo differenzia dai semplici giocatori che prendono appunti.

I suoi foglietti sono pieni di geroglifici di una complessità che nemmeno una nuova stele di Rosetta riuscirebbe a decrittarli. Lo scriba è geloso dei sui calcoli, il suo sistema deve essere segreto, al riparo dagli occhi indiscreti degli altri giocatori, ma soprattutto dagli ispettori di sala. Perchè quello è il sistema che sbancherà il casinò ed è quindi meglio che non lo sappiano. Tutte le telecamere nascoste e i trucchi del mestiere per spiare i foglietti non riusciranno a decifrare i segni dello Scriba.

Spesso però la ricerca della segretezza porta questi personaggi a non capirci più nulla nei loro stessi appunti e così li si vede arrancare al tavolo, o peggio rimanere seduti senza mai puntare in attesa che ritorni in mente il significato di quei segni sul foglio.

Più dei giocatori che vincono molto, i casinò temono i giocatori che vincono molto incassano le vincite e vanno a casa.

Marten Jensen

Buono a sapersi
Il giocatore suicida

A Montecarlo, un tempo, vista la pubblicità negativa per il crescente numero di suicidi di giocatori sul lastrico, uomini del casinò erano incaricati di intervenire a mettere dei soldi in tasca del suicida così da far credere che il gesto fosse per motivi opposti. Un giorno si sentì uno sparo e un uomo fu trovato a terra agonizzante proprio vicino al casinò. I solerti addetti gli riempirono le tasche di denaro. Quando arrivò la polizia del cadavere si erano perse le tracce e c'è chi sostiene di averlo visto fresco e arzillo giocarsi i quattrini al tavolo della roulette.