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La scelta del tavolo

di A. Rumor

Avere la possibilità di scegliere il tavolo è un vantaggio per il giocatore, aspetto ancora più importante per chi è abituato a giocare solo on-line e rischia di rimanere sopreso dagli eventi

La scelta del tavolo

Parlando con diversi giocatori alle prime esperienze ciò che li ha sorpresi maggiormente è l'affollamento ai tavoli da gioco. Da un punto di vista antropologico il giocatore è attratto dal tavolo pieno. E' lo stesso meccanismo per cui tra due ristoranti simili, uno pieno e l'altro semideserto, optiamo d'istinto per quello pieno, tralasciando considerazioni su prezzi, menu eccetera.
Lo stesso succede ai tavoli della roulette che solitamente sono o pieni zeppi o semideserti. Le vie di mezzo si incontrano solitamente nelle ore di cena, le meno affollate. Tendenzialmente i tavoli mediamente affollati durano poco, il tempo necessario ai presenti di disertare alla prima sconfitta o ad altri di abbandonarne un altro per affollarlo.

Inutile dire che un tavolo con tutte le persone sedute ed una manciata di giocatori in piedi offre le garanzie psicologiche ottimali per godersi la serata. Questa non a caso è la tipica situazione dei privè, dove l'ambiente più soft rende qualsiasi azione meno violenta e drammatica.

I tavoli vuoti procurano emozioni contrapposte. Inizialmente ci si avvicina contenti di essere gli unici a giocare, orgogliosi di avere un croupier a disposizione a cui mostrare le proprie doti di giocatore. Nessun pericolo di furti di fiches o puntate sbagliate. Con il passare del tempo però, se i risultati sono inferiori alle aspettative, si innesca un sentimento di disagio. Si vorrebbe smettere per qualche colpo, le boules si susseguono rapidamente, i commenti del croupier cominciano a dare fastidio, ci si vergogna di consultare gli appunti o ripetere calcoli strani: il giocatore è psicologicamente in ostaggio. Che fare? La regola d'oro è smettere subito non appena si avverte un minimo di disagio, allontanarsi dal tavolo, riprendere fiato, distrarsi, bere una bibita o andare in bagno e darsi una sciacquata alla faccia e ritornare rigenerati allo stesso tavolo (che nel frattempo si sarà riempito) o iniziare ad un tavolo nuovo.
Il tavolo vuoto comunque è preferibile al tavolo pieno, è più intimo e spesso si riesce a scherzare e scambiare quattro chiacchere amichevoli con altri giocatori e con il croupier. Il che aiuta al termine della serata a catalogare inconsciamente l'esperienza in positivo qualunque sia stato il risultato finanziario.

Ai tavoli pieni non ci si trova mai nelle condizioni psicologiche ottimali. Se ci si siede si riesce a ritagliare un piccolo mondo personale, non ci si cura di ciò che accade di fianco o alle spalle (salvo pugni e gomitate da parte dei giocatori in piedi) ci si riesce a concentrare sul gioco, sulle fiches e sulla roulette. L'insidia qui è data dalle lunghe attese tra una boule e l'altra. Nei momenti negativi, quando tutto il sistema nervoso è in stato di preallarme e l'adrenalina e la noradrenalina preparano il corpo all'azione emotiva (aumento delle pulsazioni, sudorazione, rossore), la mancanza di elementi di distrazione può nuocere all'equilibrio del giocatore, che verrà a meno agli impegni razionali presi con se stesso.
Se invece ci si trova in piedi il solo giocare può essere psicologicamente distruttivo. Occorre farsi largo tra la folla con vigore (certi paracarri non si muovono facilmente), sdraiarsi e protendersi a posizionare le fiches o attendere che il croupier noti (e a volte si comportano peggio dei camerieri francesi) le fiches appoggiate a fianco a lui dal giocatore e vigilare che nessuno le prenda, controllare che il croupier le posizioni al posto giusto, cercare una posizione intorno al tavolo in cui tenerle d'occhio, spintonarsi per raccogliere la vincita o reclamare il pagamento; tutte fonti di stress impensabili o sottovalutate.
Inoltre giocando in piedi ai tavoli affollati si perde l'identità di giocatore, ci si trasforma in automi e la naturale civetteria si perde nella massa, così se per esempio vincete due pieni consecutivi, nessuno vi guarderà con ammirazione, ridimensionando inconsciamente il successo ottenuto.

Indipendentemente dal proprio budget, dal sistema scelto o dal metodo di gioco favorito, il successo di una serata passa anche da quei fattori psicologici trascurati durante le prove a casa. Come abbiamo visto la scelta del tavolo e la decisione se giocare o meno in piedi non è un particolare da trascurare. Bisogna sapere a cosa si può andare incontro, studiare bene il tavolo scelto, osservare il comportamento degli altri giocatori per alcune boules, preparasi mentalmente e fisicamente alla giocata.
Per esempio un sistema che prevede 37 colpi di attesa può essere il migliore del mondo e dare una buona probabilità di successo, ma significa anche dover aspettare (in piedi) dall'una alle due ore e per molti sedentari significa mancanza di lucidità al momento del gioco e tutti sappiamo che al giocatore basta solo un piccolo errore per minare la fiducia in se stesso.

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