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La mano morta

di Uzzo

Fare il croupier è estremamente palloso. Un movimento ripetitivo fatto migliaia di volte l’anno che inevitabilmente diventa un gesto “routinario”. Si fanno chiamare “impiegati” ma il tipo di lavoro è da catena di montaggio…

La mano morta

Giocare sulla “firma del croupier” significa sfruttare questa situazione cercando di vedere se esiste un pattern di lancio e, di conseguenza, riuscire a prevedere dove cadrà la pallina. Se poi ci si trova in presenza di roulette/palline che chiudono il colpo con pochi rimbalzi tutto diventa più interessante.

Sono stato uno dei beta tester del nuovo tool “spins distance tracker” e ho passato molte ore su diversi casinò live (e in qualche casinò reale con un amico che si occupava della fase di puntata).
Ore che sono servite poi alla redazione per migliorare il tool e renderlo immediato ed efficace. Ma anche ore che sono servite al sottoscritto per fare pratica e tra le altre cose ad individuare una situazione di gioco interessante che vi propongo.

Durante i test ho potuto osservare all’opera una cinquantina di croupier diversi in vari casinò. Nessuno è risultato particolarmente prevedibile sulle singole zone di lancio o sulle singole distanze.
In pratica nelle singole sessioni di lancio - che a seconda dei casinò e dell’orario variavano dai 15 ai 60 colpi - non si è evidenziata una continuità di risultati assoluta.

Ma grazie al tool ho potuto notare come più dei tre quarti dei croupier lanciavano sempre in modo diverso nei due sensi di rotazione.

La classica scoperta dell’acqua calda. Basta osservare i lanci del croupier per vedere che in uno dei sensi di rotazione il movimento del polso e della mano è meno fluido, più rigido.
Infatti un destro che deve lanciare la pallina in una roulette posizionata alla sua destra, si troverà più a suo agio nel lancio antiorario, polso e palmo verso l’interno del corpo, che non in senso orario dove il movimento “a uscire” è più innaturale.
Il primo è il classico gesto che fanno tutti di chiudere le dita come per dire a qualcuno di avvicinarsi, il secondo non esiste nel nostro dna.
A meno che di essere ambidestri e alternare le mani, inevitabilmente i due lanci saranno diversi.

Questa diversità viene rilevata in modo efficace dai grafici relativi al senso di rotazione. Uno dei due sensi di rotazione presenta quasi sempre delle distanze aggregate mentre quello opposto ha una distribuzione delle distanze più sparsa.
Qui di seguito alcuni esempi presi da sessioni reali: immagini che valgono più di mille parole.

 SDT_esempio_02.jpg

SDT_esempio_03.jpg

SDT_esempio_04.jpg

La conclusione che ne ho tratto è la seguente:
il lato favorito può dare risultati più “regolari” in virtù della premessa che continuando a ripetere il gesto si sviluppa una memoria fisica,
il lato “sfavorito” può produrre risultati “regolari” perché essendo più meccanico è meno soggetto a grosse variazioni di velocità, forza e intensità

Dalle osservazioni (seppur piccolo come campione) ho potuto notare che c’è quasi sempre un senso di rotazione con distanze aggregate, molte volte anche in tutti e due i sensi di rotazione, quasi mai nessuna aggregazione in tutte e due i sensi.

E’ importante però riferirsi sempre ad “una sessione di lanci”. Cioè lo stesso croupier nel turno di lancio successivo avrà sempre un settore dominante, ma non necessariamente lo stesso del primo. Lo stesso fenomeno lo si osserva per turni di lancio lunghi, oltre i trenta colpi, i settori dominanti sono diversi da quelli dell’inizio di sessione.

Tutto molto bello, ma come sfruttarlo ?

Innanzitutto se si gioca on-line è buona regola prendere nota del croupier della roulette, del giorno e dell’orario. Non si sa mai che si trovi uno particolarmente lobotomizzato da avere una distanza dominante assoluta (la sua firma) o relativa alla sessione o all’orario.

Poi usando il tool si osserva nei grafici se nei due sensi di rotazione esiste un settore dominante, in caso positivo lo si attacca.
Qui i metodi da scegliere possono essere i più disparati: puntare sull’uscita di tutte le distanze apparse in un senso di rotazione, scegliere il settore dominante e attaccarlo con i pieni che lo compongono, giocare i settori che contengono le ultime tre distanze, e altri ancora

Ho allegato a questo articolo un mio approccio “la mano morta” che si è rivelato efficace, seppur consapevole di non aver trovato il sacro Graal. E’ un metodo che gioca un settore dominante composto da cinque numeri e si presta bene per essere giocato on-line, mentre al casinò con quella maledetta tassa della mancia sui pieni e la difficoltà di puntare molti pezzi rapidamente, risulta più difficile metterlo al tappeto.

Nel tool è presente una tabella che ci dice il numero da puntare alle varie distanze colorato in base alle frequenza, e questo aiuta in quei casinò on-line con pochi secondi a disposizione.
Nell'esempio qui sotto se si vogliono giocare tutte e sei le distanze uscite si piazzano i pezzi su 8, 36, 13, 14, 20 e 33

SDT_esempio01.jpg

Il settore da cinque numeri nei casinò online è facilmente giocabile sul racetrack table che permette di puntare sulla ruota. In tutte le interfacce di gioco live on-line, cliccando su un numero, questo viene puntato insieme ai due confinanti su ogni lato, utile su casinò con poco tempo a disposizione per puntare.


L’interfaccia della Vuetec (indubbiamente la migliore per il gioco on-line) offre la possibilità di scegliere quanti numeri puntare con il racetrack (da 3 a 9) e questo è fantastico sia per un gioco aggressivo su una sola distanza (9 numeri) sia per un gioco allargato su più distanze (3 numeri per 3 o più distanze).

Nell’esempio sopra ci sono addirittura due blocchi di distanze ben distinti in soli sei colpi. Se vogliamo giocare il blocco dal 5 al 9 guardiamo sulla tabella la distanza 7 e clicchiamo sull'11 nel racetrack. Per il blocco 33-36 scegliamo il numero 34 o il 35 e clicchiamo 20 o 1 sul racetrack.

V ringrazio per l’attenzione e vi saluto, spero che queste osservazioni possano esservi utili per sviluppare sistemi e metodi di gioco divertenti ed efficaci.

Adesso mi metterò a testarlo sulle roulette automatiche con l’aria compressa, in questi casi non c’è un croupier ma chissà non è detto che non ci sia un pattern nella velocità della spinta e nella rotazione che possa essere individuato…

Saluti e buon divertimento

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Giocare la firma del croupier attaccando i settori delle distanze calde

Andrea :
17/04/2015 02:48

Ciao,sono un croupier e ti do pienamente ragione,anche sul fatto che a volte è un lavoro palloso.
effettivamente gli spin cambiano a seconda della mano e del senso di rotazione.Quando vado a giocare negli altri casino gioco solamente "contro" gli altri croupier cercando di capire la distanza tra i due numeri in una determinata situazione.Comunque un consiglio:un buongiorno e un sorriso possono aiutare quando si gamblera alla roulette;)

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Se si vogliono evitare dispiaceri e grosse perdite, non bisogna dimenticare che la pratica del gioco richiede osservazione, studio e fermezza di carattere.

Errico Papi