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La strategia probabilistica

di Nardolio

Scegliere le combinazioni di gioco in funzione del risultato che vogliamo ottenere e non solo e sempre sulle solite combinazioni preferite

La strategia probabilistica

Leviamo subito il campo da ogni dubbio: la roulette come tutti i giochi d'azzardo ha un vantaggio su noi giocatori che alla lunga ci rende perdenti.
A differenza però di altri giochi questo vantaggio è limitato solo al 2,7% e ciò apre il campo alla possibilità di creare delle strategie di gioco per ottimizzare quel 97,3% a nostro favore.
La miglior gestione di questo vantaggio è una delle poche speranze che abbiamo di assicurarci una eventuale vittoria.
I metodi ed i sistemi (l'abbiamo ormai sentito ripetere più volte) sono formati da tre elementi chiave: la scelta della combinazione, la scelta del momento di attacco e la gestione della cassa, che gli americani chiamano "money management". Anche in questo sito sono rigorosamente presentate in quest'ordine.
Al centro c'è il cuore del metodo ovvero la scelta del momento di attacco, che è la variabile più soggettiva ed è anche quella che inevitabilmente decide il destino della giocata. La scelta della combinazione e la gestione della cassa sono agli opposti e si tende a considerarle come due entità separate, quando in realtà hanno un grosso legame tra loro. 
Al di la di qualche sporadico sistema che prevede il gioco di due o tre combinazioni associate, il resto dei sistemi mette in gioco una sola combinazioni (chance, terzina, sestina, dozzina, ecc). Chi lo crea parte dalla scelta della combinazione di proprio gradimento e poi concentra tutti i suoi sforzi nel cercare di prevedere il momento di attacco, per poi finire con l’elaborare la gestione di cassa ottimale per riuscire a rimanere in vincita o resistere alle fasi negative.

Purtroppo il nostro cervello è una macchina che tende a semplificarci la vita ed in ogni  processo ci porta a scegliere quelle scorciatoie mentali che ci fanno sentire più padroni della situazione, che ci danno più conforto e sicurezza. Applicato alla roulette lo notiamo nella scelta delle combinazioni da giocare, tendiamo a giocare combinazioni facili, basate su combinazioni singole, semplificate per il minimo sforzo mentale e mnemonico (numeri pieni, chance, dozzine, sestine, figure, serie, vicini, finali).

Ma deve per forza essere questo l’ordine di sviluppo dei sistemi?

Prendiamo il lotto o il superenalotto, prima si sceglie quanti numeri giocare e poi si scelgono i numeri, o nelle scommesse, prima si guardano le quote e poi si decide quale sia la migliore da giocare. Facendo il parallelo con le scommesse è come se noi decidessimo di scommettere sempre sulla nostra squadra del cuore vincente, e poi in base alla quota e all’esito delle scommesse precedenti decidiamo quanto vogliamo vincere e di conseguenza determiniamo la puntata. Chi scommette così è l’eccezione e non la regola.

Alla roulette quanti sono i sistemi che si sviluppano in modo contrario e cioè che partono da una analisi della cassa, determinano il tipo di combinazione e poi cercano di individuare il momento di attacco? molto pochi.
In realtà però i giocatori sono sempre condizionati dalla cassa, infatti tra i parametri che inconsciamente vengono valutati ci sono: il proprio capitale a disposizione, il valore minimo delle fiches ed il loro taglio (per le puntate parziali), il valore massimo delle puntate, per quanto tempo si vuol giocare con il proprio capitale, quanto si vuole vincere, quanto si è disposti a perdere e quanto si è disposti a rischiare in una singola puntata.
Tutti questi bei ragionamenti per lo più inconsci che condizionano la nostra strategia di gioco, hanno in comune un elemento: sono quantificabili. Così come sono quantificabili le probabilità di vincita di una combinazione. Dato che si tratta di numeri quantificabili, possiamo gestirli insieme matematicamente creando una relazione, prima ancora di scegliere la combinazione da puntare.
La scelta a tavolino della combinazione singola "preferita" , ci impedisce di fare dei ragionamenti costruttivi sulla probabilità di vittoria. Abbiamo a disposizione un 97,3% di probabilità e ci ostiniamo a giocare al massimo un 64,8% (due dozzine), rinunciando ad un 30% che diventerà parte della forza distruttiva del banco.

Proviamo ad ipotizzare una strategia di gioco in maniera diversa:

fare una puntata che mi dia la massima probabilità di vittoria per il mio metodo di gioco. Quello che devo fare è prendere in considerazione la mia cassa, valutare l'entità della puntata minima, la suddivisione delle unità di fiches, decidere per quante puntate voglio "resistere", fissarmi gli obiettivi di vincita ed ottengo come risultato il numero di fiches a disposizione per la puntata.
A questo punto mi metto alla ricerca delle combinazioni da giocare che sappiamo avere probabilità diverse e di conseguenza pagamenti diversi. Il lavoro del sistemista a questo punto deve essere quello di mescolare sapientemente, come un farmacista, le puntate su combinazioni diverse con valori di fiches variabili per ottenere la vincita alla probabilità desiderata.
Ad esempio se gioco 1 pezzo sul manque ed 1 sull'ultima dozzina, ho coperto 30 numeri su 37 (81%), la percentuale di sconfitta è 7/37 (18,9%), mentre quella di vittoria è solo del 12/37 (32,4%), perché l'uscita del manque porta un pareggio, quindi in questo caso mi accontento di avere circa 1 probabilità su 3 di vincere nei confronti del banco.
Se però porto a due pezzi il manque abbiamo 18/37 (48,6%) di vincita perché a questo punto pareggia la dozzina. E se puntassi 3 pezzi al manque e 2 alla dozzina? avrei il 30/37 (81%) di probabilità di vincere 1 pezzo, certo la sconfitta ci costerebbe 5 pezzi, ma se il mio obiettivo è incassare un pezzo ho solo il 19% di probabilità di perdere, contro il 51% che avrei avuto se avessi voluto vincere un pezzo giocando una chance semplice.
Voglio portare la probabilità all'89% ? raddoppio le puntate ed aggiungo la terzina 19/21, avrò solo l'11% di probabilità di perdere in questo caso 11 pezzi.

Un altro esempio di analisi può essere la scelta del rosso e dei neri giocabili con il cavallo (10 numeri 5 cavalli). Una puntata che mi permette di giocare 28 numeri su 37 (75,6%). Posso distribuire le puntate come segue: 6 pezzi al rosso e 1 per ogni cavallo, ho il 24,4% di probabilità di perdere 11 pezzi, il 48,6% di vincere 1 pezzo ed il 27% di vincere 7 pezzi.

Con questi esempi ho scelto combinazioni che non hanno nessun numero in comune, ma distribuendo opportunamente il capitale si possono selezionare combinazioni che mantenendo basse le probabilità di sconfitta, danno una vincita minima molto probabile e delle probabilità di azzeccare vincite superiori.

Ad esempio giocare due pezzi su una colonna e 3 sestine mi da una probabilità del 49% di vincere un pezzo, 16% di probabilità di vincere 7 pezzi ed il 35% di perdere 5 pezzi. Esiste una combinazione classica che vi offre queste probabilità? la risposta è no. Con due dozzine si hanno le stesse probabilità di sconfitta ma non si ha una possibilità su 6,25 di incassare 7 pezzi.

A questo punto ragionando sui parametri che ho elencato prima, il “sistemista probabilistico” avrà trovato quella che secondo lui è la strategia di gioco più adatta alle proprie caratteristiche personali di gioco, alle sue disponibilità finanziarie e che lo ha portato alla scelta delle varie combinazioni da giocare. A questo punto può quindi sbizzarrirsi a cercare di determinare il momento idoneo per l'attacco: calore, ritardo, statistica, ecc.. Senza però mai dimenticare che bisogna giocare il meno possibile, perché la macchina infernale ad ogni giro ci porta via un po' del nostro capitale e alla lunga ci fa schiattare tutti.

L'unico vantaggio che abbiamo nei confronti del banco è che nessuno ci può imporre le puntate da fare. Possiamo combinarle come vogliamo rimanendo nei minimi e nei massimi imposti dal tavolo.

Mi fa rabbia vedere quei giocatori che depositano decine di fiches su tutte le combinazioni ignari del fatto che solo una minima parte di esse porterà ad una vittoria netta, la maggior parte faranno recuperare una parte del capitale e daranno l'illusione del recupero, se con lo stesso numero di fiches avessero coperto lo stesso numero di pezzi ma con una disposizione più oculata si sarebbero esposti egualmente al rischio di sconfitta ma avrebbero capitalizzato al meglio le caselle occupate.

Che dire allora di chi gioca progressioni che lo portano a rischiare 128 pezzi per vincerne 1? non è forse meglio usare quei 128 pezzi in cinque attacchi con il 90% di probabilità di vittoria ed incassare una decina di pezzi e chiudere la partita?

Ognuno è libero di giocare come crede, pochi sono disposti a giocare tanto (in valore)  per vincere poco (in pezzi), ma chi non ha contribuito a rifare il look delle piazze di Venezia, Campione, San remo e Saint Vincent, sono quei giocatori che hanno giocato per portarsi via pochi pezzi al giorno.

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