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Non è peccato

di Massimo Aurelio

“Dicono che quello lì frequenta i casinò… gioca alla Roulette!” - “Poveretto allora deve essere proprio un debosciato

Non è peccato

Così commentavano una portinaia ed una vicina di casa, al mio passaggio, io mi vergognavo un po' e mi chiedevo come facevano a saperlo, ma si sa le voci girano.

D'allora sono passati almeno trent'anni e non mi vergogno più.
In realtà il gioco d'azzardo è connaturato all'uomo. E' un istinto naturale.
Il primo gioco degli uomini preistorici era la caccia.
Ma la caccia serviva per mangiare... per vivere.... E perché il gioco???
Io personalmente sono convinto che il GIOCO abbia notevolmente influenzato e migliorato la mia vita. Il mio carattere. La mia cultura. La mia carriera. Il mio matrimonio.

Certamente mi ha preservato da vizi di gran lunga peggiori.
Ho visto degli amici scomparire nel gorgo della droga o dell'alcol.
Qualcun altro bruciarsi la vita e finire in galera per idee politiche estremiste.
Il gioco, mi ha tenuto troppo occupato perché andassi a caccia di donne e ha protetto il mio matrimonio, mentre la maggioranza di quelli dei miei amici andavano a rotoli, (mia moglie dice che la mia amante si chiama ROULETTE) ed è vero.
Il dolce tormento per il gioco, mi ha costretto a studiare di notte, a ricercare, ad imparare meglio il francese e l'inglese. Se riesco a leggere in queste lingue, è per i numerosi libri sul gioco che ho voluto leggere a tutti i costi. La malattia roulette, mi ha costretto ad imparare a vincere, perché non potevo più permettermi di perdere, ma non volevo smettere. Insomma ha allargato i miei orizzonti e mi ha permesso di non fare mai mancare nulla alla mia famiglia, ai miei tre figli e nemmeno al cane.
Questa grande passione mi ha anche consentito di viaggiare ( spesso a sbafo con gli inviti dei casinò) e di vedere alcuni dei posti più belli del mondo e conoscere persone straordinarie.

Certo, il mio lavoro in tutto ciò mi ha agevolato, sono giornalista, ed è stata una logica conseguenza specializzarmi nel gioco d'azzardo.
C'era da fare un pezzo di colore su Montecarlo? mandavano me.
Occorreva un articolo sui giochi di carte? Chiamavano me.
Pupo o Baldini si indebitavano per giocare a poker... e chi li intervistava? Il sottoscritto.
Mi hanno pubblicato quattro libri sul gioco e la roulette, il quinto sta per uscire.

Da una decina d'anni ormai, vivo (bene) solo di Roulette e leggo (sorridendo) i Forum dove quattro imbecilli pontificano che vincere è impossibile, che tutti perdono, che se qualcuno dice di avere trovato un sistema o è un pazzo esaltato o è un truffatore, che se ci fosse un sistema tutti i casinò chiuderebbero e via così...

Questa non vuole essere una apologia del gioco d'azzardo, è il riconoscimento che il gioco in se stesso non è quel vizio terrificante ed immorale che molti credono o vorrebbero farci credere.
Nessuna legge al mondo potrà mai impedire di giocare, lo si faceva già da bambini con le figurine e le biglie, ora con i telefonini o i game boys, ma fa lo stesso.
Il gioco è un impulso primario, viene solo dopo la sopravvivenza e il sesso.

Ma perché gli uomini (e le donne) amano tanto giocare? Perché che si vinca o perda, si provano delle emozioni esaltanti e violente ma soprattutto impareggiabili. E poi le rare volte che si vince davvero pare di volare, ci si sente grandi, dominatori del fato, insomma VINCENTI.

L'importante è non lasciarsi travolgere dal gioco, non diventare incalliti, sapersi dominare, mai farsi dominare! Il segreto è semplice; portare in tasca solo i soldi che ci si può permettere di perdere. MAI cambiare un assegno o prelevare contanti dal bancomat per continuare a giocare. Mai farsi prestare soldi o peggio sottrarli alla famiglia o alla propria azienda, per andare a giocare.
Quando... quella sera sfigata (capiterà certamente) che i soldi sono finiti, non cercare di "RIFARSI". È lì che ci si rovina!!!

STOP. Piantarla subito, tornare a casa, tanto la Roulette gira ancora anche domani o il mese venturo quando tornerete a giocare, a mente fredda, con altri (pochi) soldi che non vi siano indispensabili per vivere. Non dire mai "non posso perdere", si può sempre perdere.
Solo chi sa accettare le perdite, un giorno... dopo aver fatto molta esperienza, con un buon sistema, (ce ne sono parecchi) anche se non infallibile, potrà diventare un VINCENTE.

Massimo Aurelio
Blog Roulettemania

Amedeo Sondrio :
11/08/2014 00:41

Quoto tutto, sei forte,
mi dici i titoli dei tuoi libri e dove li posso trovare ?
Saluti a tutti i sistemisti!

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Malaga (1954)
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Se migliorare significa cambiare, essere perfetti significa cambiare spesso.

Winston Churchill