Questo sito fa uso di cookie, i cookie introducono una gamma di servizi che migliorano la tua fruizione del sito. Utilizzando il sito si ritiene accettato l'uso dei cookie secondo le nostre linee guida. Per maggiori informazioni clicca qui.

Home Raccolta articoli e pubblicazioni il gioco fittizio

il gioco fittizio

Tag:

di Ing. 43

Una attenta analisi sull'utilità o meno del gioco fittizio

il gioco fittizio

La sistemistica le ha davvero tentate tutte. Cercando di spuntarla, ha perfino proposto di far finta di giocare. Vediamo come sia riuscita ad inserire una manovra del tutto antitetica e come sia riuscita a motivarla.
L’inserimento di una manovra economica solo virtuale, determina unicamente una pausa od una attesa nell’intervento della scommessa vera e propria. La motivazione, qualunque essa sia, non altera in alcun modo il grado d’incertezza degli eventi futuri. Al di là di questo, la matematica indica invece che, positivamente, qualcosa è accaduto. L’analisi matematica del percorso probabilistico del giocatore, registra un beneficio all’atto della sospensione dell’attività.

Il giocatore d’azzardo, soprattutto di roulette, sistemista o istintivo che sia, attiva arbitrarietà e comportamenti di antitesi che finiscono per costituire una sommatoria di atti, tutti funzionali a ridursi il capitale attraverso l’incerta ipotesi di aumentarlo. Astraendoci dalle antitesi, che meritano un capitolo a parte, soffermiamoci sulle arbitrarietà.
Il sistemista, che pretende di sfidare, conti alla mano, il facoltoso ed avvantaggiato avversario adotta spesso un arbitrio sul “fattore tempo”. Il fattore tempo è l’elemento che riesce, anche in matematica, a configurare l’inizio e la fine: la vita e la morte! Nella fisica è rappresentato da “t” e nella probabilistica è rappresentato da “n”. Sembrerebbero due tempi diversi, ma non lo sono.
Sono identici poiché, ambedue, sono solo gli avanzamenti prodotti dalle variabili intervenute. Senza variabili (fisiche per t e stocastiche per n) non esisterebbe neppure il serbatoio che le contiene. Ma una differenza c’è ed è quella, che uno solo dei due tempi può essere interrotto e questo è n, assolutamente personale e non mistificabile. L’altro: t non si ferma mai e ci tiene in vita, fino a quando non voglia indicarci, che di tempo non ce ne sia più. E’ il nostro personale sistema inerziale, il nostro serbatoio: senza di noi non esiste, perché noi siamo la sua variabile.

Due tempi diversi sono invece quelle stesse n che il giocatore utilizza per il numero dei colpi sul quale opera, tra: quelli visti e quelli giocati. L’abbiamo già detto: le n solo viste non contano, però se ipotizzate riducono (favorevolmente) la grandezza di quelle n che, invece, contano, rispetto a t.
Brevemente: i colpi giocati saranno meno per le stesse unità di tempo considerate. Inutile rifarsi ai fondamenti della probabilità, evocando l’indipendenza dei colpi. Rimaniamo nell’ipotesi che il gioco fittizio non sia una selezione (ma, invece, lo è): quale vantaggio apporterebbe cercare di simulare un perdita, quando questa operazione potrebbe, tristemente, averci indicato una vincita non incassata?
Come si comporta il suo operatore in questo caso? Certamente, con arbitrarietà, getterà via l’episodio positivo, ricercandone nuovamente altri, magari ancora migliori per l'attesa di ricompensazione! Ma intanto il tempo, sarà positivamente trascorso. Il vantaggio, come già
segnalato, trae fondamento matematico dal fatto che l’orologio e il numero dei colpi non giocati, siano la stessa entità perché l’esistenza di una n che si numeri in assenza di rischio è immaginaria: non esiste.
Q cuindiontare gli zeri è come scopare il mare: fa perdere solo tempo. Ma se questa attività, evita di far perdere del denaro, diventa migliore.

Tornando, solo un pochino alla matematica, vediamo, allora, che associando la t dell’orologio alla variabile n = 0, (che invece si pretenderebbe numerare per rischi immaginari) si sottraggono quote di insieme all’ipotesi erosiva. Il capitale risulterà ancora integro e salvo. Di fronte al rischio, la riflessione è sempre gradita e certificata dalla matematica.
I colpi non giocati: non esistono e la matematica ne prende atto, con n = 0. Con speranza matematica avversa, questo è un vantaggio. Il “vero” tempo del giocatore risulta allora solo il numero di colpi effettivamente giocati. La sua durata in vita (possibile solo nel discreto) è correlata a questo fattore che interagirà con le altre variabili, producendo (più o meno) solo sconfortanti indicazioni.
Tutti gli zeri, escluso quello fattoriale, configurano quindi una nullità, una inesistenza. Lo zero è il risultato dimostrativo di un’equazione: un numerico stato di equivalenza e quindi di quiete. Lo zero significa l’evento impossibile e, nell’ipotesi di un gioco continuo, conduce a zero la probabilità di conservare, anche una piccola parte, di qualunque grande capitale sottoposto ad una speranza matematica negativa (rovina del giocatore). Trovarsi, inizialmente, con n = zero, scongiura l’ipotesi di trovarsi invece alla sua fine (come evento incompatibile) con n = ? e il capitale, purtroppo, interamente travasato a chi di dovere.

In parole povere e comprensibili: meglio essere un inesistente con facoltà di apparire, che un'esistente che invece non lo possa, ormai, più! La conservazione delle opportunità, fosse anche una sola, è una risorsa, come quella concessaci con la vita: non per niente abbinata all’istinto di conservarla. Il giocatore, a volte, lo dimentica perdendoci anche quel prezioso istinto.
Dimostrare matematicamente il gioco fittizio, significa dimostrare l’assoluta bontà del non giocare, questa equazione può sembrare paradossale ma l’excursus logico matematico fornisce questa risultanza. Nel momento in cui s’inizi a giocare, il beneficio s’interrompe e le molteplici variabili iniziano una frenetica, “consumistica” danza, fino al nuovo stato quiete.

Concludo con l’auspicio che, i positivi stati di quiete, siano utilizzati con consapevolezza e non considerati “buoni” perché risultato efficace delle dinamiche seguite. Abbiamo visto che sono “buoni” per altro motivo, cavalcano solo la “bontà” del non giocare.

Articolo originariamente pubblicato sul logical forum e riprodotto sul sito su autorizzazione dell'amministratore.

Dello stesso autore
  • Al casinò con la martingala Al casinò con la martingala

    Entrare in sala con la martingala, entrarci obbedendo ad una progressione in perdita tra le più violente che ci siano: che razza di consiglio è? Eppure, analizzando bene la questione, il suggerim...

Sullo stesso argomento
Il sistema di Natale Il sistema di Natale

Un alberello di fiches

Il valore atteso Il valore atteso

Quello che mi appresto a spiegare è un metodo basato sulla matematica e la statistica per il gioco della roulette. Saranno accennati argomenti di teoria combinatoria, eventi aleatori e variabili b...

Il colpo singolo Il colpo singolo

Esaminando le permanenze con il “permanenzimetro”, ho visto che molto spesso i colpi isolati sono inframmezzati da serie della chance opposta

Il quadrato magico del sole

Sfruttare il quadrato magico del sole per giocare sulle sestine

Le figure

Prendere le serie di combinazioni come riferimento per giocare

la roulette al cinema
Michael Shane: private detective (1940)
Michael Shane: private detective (1940)

Se inventi una trappola per topi migliore, chi governa arriverà con un topo migliore.

Ronald Reagan