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  <title>Primi passi</title>
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      Una scorciatoia per chi va di fretta e vuole prendere subito confidenza con la roulette senza farsi venire troppi mal di testa
    
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  <item rdf:about="http://www.laroulette.it/conoscere/regole-roulette/lo-svolgimento/pagamento-delle-vincite">
    <title>Pagamento delle vincite</title>
    <link>http://www.laroulette.it/conoscere/regole-roulette/lo-svolgimento/pagamento-delle-vincite</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>ll pagamento avviene in ordine partendo dalle combinazioni semplici, seguito da quelle doppie e poi le combinazioni multiple dalla sestina fino al pieno.<br />Il croupier paga le chance semplici mettendo le fiche in corrispondenza delle puntate, se ci sono parecchie fiches chiederà conto ai relativi proprietari per dividerle prima di effettuare il pagamento.<br />Stesso discorso per le colonne e le dozzine, il giocatore deve vigilare sul corretto pagamento e, siccome vengono pagate senza nessuna richiesta di conferma al giocatore, dovrà preoccuparsi di ritirarle, prima che inizi una nuova mano o che eventuali "mani lunghe" si approprino indebitamente della vincita.<br />Anche se si volesse lasciare la vincita per la puntata successiva è consigliabile sempre prenderle, se non altro per risistemarle sul tavolo in modo ordinato.<br />In tutti i casi bisogna attendere che il croupier abbia finito di pagare tutte le puntate su quella combinazione prima di poter ritirare la propria vincita.<br /><br />Il pagamento delle chance multiple avviene per chiamata. Il croupier annuncia la combinazione per chiedere al proprietario di identificarsi e procedere al pagamento. Se non ci sono contestazioni provvederà al pagamento spingendo la pila di fiches in direzione del prrpietario.<br /><br />Alla fairoluette vale lo stesso principio, con la differenza che per i giocatori seduti al tavolo che hanno a disposizione le fiches colorate le consegnerà direttamente al proprietario del colore delle fiches vincenti.<br /><br />Si può ricominciare a puntare già da quando il croupier ha raccolto tutte le fiches perdenti, ovviamente non si potrà puntare sulle aree vincenti. Terminato il pagamento il croupier rimuove il segnaposto e si può dare inizio ad una nuova partita.</p>
<h3 class="fancyborderTitle">Importante !</h3>
<p class="mceContentBody documentContent">Le vincite sulle chance multiple non reclamate vengono accantonate dal croupier.</p>
<p class="mceContentBody documentContent">Le vincite sulle chance semplici e doppie vengono lasciate sul tavolo. Se dopo tre giocate vincenti il proprietario non si presenta vengono accantonate.</p>
<p class="mceContentBody documentContent">E' necessario essere sempre presenti al tavolo per controllare le proprie puntate e soprattutto per reclamare il pagamento delle vincite.</p>
<p class="mceContentBody documentContent">Non si possono ritirare dal tavolo le fiches puntate e vincenti finchè il croupier non ha finito il pagamento e nel caso della fairoulette rimosso il segnaposto.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>admin</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>principianti</dc:subject>
    
    <dc:date>2010-11-23T23:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Pagina</dc:type>
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  <item rdf:about="http://www.laroulette.it/conoscere/regole-roulette/conoscere-la-roulette">
    <title>Le regole della roulette</title>
    <link>http://www.laroulette.it/conoscere/regole-roulette/conoscere-la-roulette</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Chi si avvicina alla regina del gioco proveniente da altri campi di battaglia, vede nella roulette soltanto un mezzo per "dare dei numeri" come il cilindro con le palline del lotto o il sacchettino della tombola. Così facendo parte svantaggiato, perchè ognuno di questi "mezzi" ha una sua meccanica, una sua logica ed un suo caratteristico rituale che possono renderla vulnerabile all'occhio del giocatore attento.</p>
<p>Conoscere a fondo tutti gli elementi del gioco della roulette non è soltanto un esercizio intellettuale, ma è un "buono a sapersi", un insieme di tanti piccoli pezzi di un puzzle che pazientemente ed intelligentemente ordinati possono formare una figura vincente.</p>
<p>Sapere qual'è il senso di rotazione, della pallina, quali sono i tagli delle fiche da puntare, sapere quali combinazioni possono essere più facilmente giocate, quanto tempo si ha a disposizione ed altro ancora è utilissimo.</p>
<p>Ogni giro di roulette è una scarica di tensione e adrenalina ed il giocatore più è padrone della situazione e più riesce a mantenrsi lucido e riuscire a fare quello che si è proposto di fare; che già di per sé è una vittoria.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Andrea Bianchi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>principianti</dc:subject>
    
    <dc:date>2011-05-28T09:35:00Z</dc:date>
    <dc:type>Pagina</dc:type>
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  <item rdf:about="http://www.laroulette.it/articoli/chi-ben-comincia..">
    <title>Chi ben comincia...</title>
    <link>http://www.laroulette.it/articoli/chi-ben-comincia..</link>
    <description>Alcuni pratici suggerimenti per i principianti o chi si reca saltuariamente su come comportarsi per evitare che la serata vada subito storta.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<h3 style="padding-left: 0px; "><span>Questo articolo è dedicato a coloro che sono alle prime armi o che si recano al casinò in maniera saltuaria, in vacanza, sulla nave o solo per passare una serata diversa tra amici. Non mi riferisco al casinò on-line, ma al casinò vero, fatto di roulette vere, fiches vere e soprattutto, soldi veri.</span></h3>
<p>Sapete già che la differenza tra la roulette e gli altri giochi classici a cui in italia si è abituati (a parte le slot), è principalmente sul breve lasso di tempo che passa tra la puntata ed il risultato. Se scommettete sulle partite, giocate ai cavalli o al superenalotto, passano ore, giorni o una settimana prima che facciate una nuova scommessa. alla roulette poco più di un minuto, mettendo a rischio il vostro capitale in breve tempo.</p>
<p>Prendiamo il caso più comune: il gioco alla fairoulette. Vi recate ad esempio a Saint Vincent e cambiate 100€ avrete 20 fiches da 5€, il minimo per puntare. Giocando sempre e mettendo una fiche alla volta si può rischiare di perdere tutti i 100€ in venti minuti circa, anche meno se se ne mettono di più sul tappeto. <br />Non è mio compito entrare nello spiegarvi qual'è il sistema da giocare, il sito è pieno di consigli in proposito. Il mio obiettivo è quello di aiutarvi da un punto di vista psicologico. Farvi capire che la roulette è una bestia diversa e pericolosa. Perché a nessuno piace recitare la parte dell'amico sfigato, che dopo venti minuti diventa una palla la piede, perché ha perso tutto e non vede l'ora di tornare a casa.</p>
<p>Voi giocatori occasionali non avete ne la pazienza di attendere diversi colpi ne il sangue freddo per resistere alle fasi negative di un eventuale sistema, pertanto le vostre prime puntate sono fondamentali: se si vincono vi togliete un peso di dosso, se si perdono il peso aumenta fino a schiacciarvi. <br />Il mio consiglio è fare quelle che vengono in gergo chiamate le "baby bets". Ossia delle puntate piccole, illogiche, da bambini.<br />Si comincia con due chance opposte (rosso o nero ad esempio) con un pezzo ciascuna. Si gioca per il pareggio e contro 1/37 di probabilità di perdere due pezzi.<br />Il vantaggio delle baby bets è che pur pareggiando, si vive l'emozione della vittoria, perché fisicamente vi dovete chinare sul tavolo e prendere la fiche in mano. Innanzitutto è una azione che vi rende partecipanti attivi del gioco (puntare senza incassare lascia una sensazione di "assenza" dal gioco). Inoltre il gesto vi fissa nel cervello una sensazione "fisica" postiva. Sensazione che aumenta con l'autmentare del numero di pezzi delle baby bets.<br />Dopo un po' di colpi con le chance si può passare alle dozzine, giocandole tutte e incassando due pezzi per pareggiare, oppure rischiare i sei pezzi sulle sestine che danno anche l'emozione di dire "mie" al croupier che chiede a chi dare il gruzzoletto.<br />Poi, una volta raggiunta una certa tranquillità emotiva di gioco, si può cominciare a muovere più fiches per cercare di vincere. Ecco che allora potete continuare a fare le baby bets ma aggiungendo lo zero ( singolo, a cavallo o a terzina o a carrè) che se esce vi fa vincere altrimenti perdete un pezzo (ma incassate sempre con le baby bets). Oppure potete giocare due dozzine con un pezzo e l'altra dozzina con due sestine, senza contare lo zero vincete se esce la sestina e perdete un pezzo con le baby bets.</p>
<p>Sembra un gioco stupido ma vi garantisco che vi da una carica. Nessuno fa caso a dove mettete le fiches, però tutti al tavolo vi osservano quando le prendete e dopo cinque o sei "incassi" di fila c'è chi vi guarda invidioso, senza sapere che state solo pareggiando o addirittura perdendo un pezzo ogni volta. E quegli sguardi contribuiscono a fare morale. <br /><br />Come vedete le combinazioni sono tante con cui sbizzarrirsi. L'importante è fare volume di gioco ed incassare per un po' di volte; partecipare attivamente al gioco del tavolo e, una volta acquisita la sicurezza e tolto il macigno, smettere con le baby bets e cominciare a puntare per cercare di vincere alla roulette.</p>
<p>Credetemi, con questo accorgimento vi libererete sicuramente del peso/blocco iniziale e darete una svolta positiva alla vostra serata e, soprattutto, metterete alla prova il vostro livello di fortuna, perché se lo zero dovesse uscire più volte durante le prime baby bets, allora forse conviene lasciare perdere perché quando non gira non gira....</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Andrea Bianchi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>psicologia</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>principianti</dc:subject>
    
    <dc:date>2011-04-14T14:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://www.laroulette.it/articoli/quel-che-io-chiamo-la-bibbia">
    <title>Quel che io chiamo "LA BIBBIA "</title>
    <link>http://www.laroulette.it/articoli/quel-che-io-chiamo-la-bibbia</link>
    <description>Indicazioni di gioco e comportamento tratte dalle pubblicazioni di Henry chateaux e sempre utili ed attuali</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="style3">CONSIGLI AI GIOCATORI di Henry Chateau</p>
<p><b>tratto da - il sistemista - del novembre 1988</b></p>
<p>Se un giocatore si accontenta di aggirarsi per i saloni del casinò facendo qualche piccola giocata e se, nel caso vinca, lasci il casinò per non più ritornarci ha ragione di pensare che nessun consiglio potrà mai fare di lui un giocatore fortunato o sfortunato.<br />Ma non vi sono esempi di giocatori vincenti che abbiano acconsentito molto amabilmente a lasciare la scena della loro impresa senza ritentarla.<br />Chi ha giocato giocherà ancora, e se ha vinto, è naturale, vorrà vincere ancora (ma si può essere sicuri che il giocatore novizio, se non è giudiziosamente guidato, sceglierà il modo peggiore per farlo). Il giocatore, in effetti, non tarda ad abbandonare il gioco d’ ispirazione decidendo di adottare un metodo, altrimenti detto "sistema".<br />Generalmente il sistema, propriamente meraviglioso e altamente remunerativo, gli è suggerito da un amico o copiato sul campo – Dopo ciò, alle prime delusioni, il giocatore novizio proverà a battere il banco con le sue sole idee, cosa questa fatta senza essersi dato la pena di studiare scientificamente il gioco come si studia un procedimento industriale o un esperimento scientifico.<br />Questo è il<b> primo errore</b>: esso costa a volte molto. Un<b> secondo errore</b>, d’ altra parte, non tarderebbe a seguire il primo ed il giocatore lo commette per via della sua non conoscenza delle leggi del caso. Poiché il giocatore, dopo uno studio affrettato degli effetti della sua scoperta su delle permanenze, anche se autentiche e reali, avendo realizzato una vincita teorica sulla carta, novello Archimede griderà " eureka!"<br />Ora, mi guardo bene dal mettere in dubbio l’ ingegnosità del sistema….esso non può essere migliore o peggiore di un altro.<br />Però se un sistema vince sulla carta delle somme rispettabili ( ricordiamo che una percentuale costante di vincita anche solo del 3 % sul tuo capitale di gioco ti fa diventare miliardario in breve tempo ndr.) è il momento di abbandonarlo o di giocare il contrario, se possibile.<br />Poiché queste leggi sconosciute del caso insegnano l’ uguaglianza dell’ equilibrio e dello scarto, tutti i sistemi che hanno vinto devono perdere. … parimenti tutti i sistemi che hanno perduto hanno qualche probabilità di vincere, se lo zero si dimostra discreto nelle sue apparizioni.<br />È quindi un errore applicare a tappeto un buon sistema, in altre parole un sistema che ha dato dei benefici sulla carta.<br />La saggezza suggerisce di giocare realmente ai tavoli di gioco i sistemi che, preliminarmente, sono costati molto cari durante le sperimentazioni delle veglie famigliari.<br />Un <b>terzo errore</b>, più morale che matematico, consiste nel modificare senza posa il sistema precedente scelto, perché, come si sa, i periodi di perdita demoralizzano i giocatori.<br />Francois Blanc, il creatore del casinò di Montecarlo diceva che se il sistema infallibile fosse stato un giorno trovato ma si fosse trascinato per soli tre giorni in perdita costante lo si sarebbe potuto tranquillamente affiggere senza rischio sui muri del casinò. Ora, allorché il suo metodo incomincia a girare male e perdura per uno o due o più giorni in perdita, il giocatore si rimette a studiare: aggiunge qui, toglie là, modifica il suo gioco in modo da ottenere una vincita laddove ha visto conseguire una perdita reale……<br />Di conseguenza ricade nell’ errore 2, in virtù delle leggi dell' equilibrio trasforma una legittima speranza o aspettativa di vincita in un ‘ altra perdita certa.<br />In breve, di esperienza in esperienza, sbriciola il suo capitale di gioco in mille rivoli e si ritrova un giorno ad aver perduto tutto il suo denaro senza sapere bene come e perché.<br />Non vorrei insistere sulla necessità di disporre di un capitale di gioco pari ad almeno quattro volte il massimo scarto incontrato nelle sperimentazioni. In più, non si deve prelevare da questo capitale la spesa del soggiorno. Ancora meno il servirsene per fini galanti offrendo gioielli e quant’ altro alla giovane amichetta con il pretesto che il denaro si vince<br />facilmente sui tavoli verdi del casinò……….</p>
<p><i>Ciò detto ……….. alzi la mano chi di voi non ha cominciato esattamente così !!</i></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Andrea Bianchi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>consigli</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>principianti</dc:subject>
    
    <dc:date>2011-04-14T14:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
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  <item rdf:about="http://www.laroulette.it/articoli/imprescindibili-fondamentali">
    <title>Imprescindibili fondamentali</title>
    <link>http://www.laroulette.it/articoli/imprescindibili-fondamentali</link>
    <description>Chiunque si avvicini al mondo della roulette deve leggere e rileggere questo articolo. Si può essere d'accordo o meno con le sue conclusioni ed osservazioni che vanno dritto al nocciolo delle questioni e ci aiutano a riflettere sui nostri metodi e comportamenti.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ho avuto modo di pensare parecchio prima di decidermi nello scrivere su questo sito quello che penso e quello che ho utilizzato come principi logici nel realizzare ciò che ho, ed alla fine ho ritenuto che forse era necessario un intervento che spiegasse ai giovani entrati (non me ne vogliano quelli più “navigati” ma penso che loro siano in qualche modo più ermetici nelle loro convinzioni; cosa d'altronde normale) quali sono i parametri logici, comportamentali ed economici per affrontare da professionisti, come ognuno in cuor suo desidera o desidererebbe, questo mondo.</p>
<div id="_mcePaste"><span>
<p style="padding-left: 0px; ">Quello che seguirà non vuole essere il vangelo ma sicuramente ci si avvicina parecchio (odio l’ipocrisia e preferisco chi passa per presuntuoso) e ritengo che, senza i fondamentali che seguiranno, non si possa arrivare molto in la e non solo sulla roulette.<br />Dopo questo,ritengo, doveroso preambolo comincio con lo spiegare come si articolerà il mio intervento: parlerò si quale tipo di conoscenza è necessario avere e come utilizzarla per affrontare questo settore,quali sono i parametri basilari (praticamente fissi) sui quali costruire una strategia omogenea, qual è la permanenza numerica sufficiente per poter dire di aver testato in modo soddisfacente una metodologia, come utilizzare i sistemi in vendita (eresia delle eresie ma…) e tentare di spiegare che ognuno ha dentro la sua soluzione e che se non ce la fa è per mancanza di cognizione di causa e non perché ciò che affronta è invulnerabile.</p>
<p style="padding-left: 0px; ">Partiamo col primo punto:di solito la grande diatriba conosciuta e tra i sostenitori della matematica pura alla ricerca della soluzione perfetta e quelli che ritengono essere la statistica e la probabilistica le uniche in grado di spiegare e risolvere il problema.<br />Tutte e due certamente servono ma solo dietro e come supporto alla fisica che è l’unica branca che riesce in modo empirico a spiegare fenomeni che, se nella teoria sono comprensibili in modo “perfetto” matematicamente, nella pratica non sono assolutamente riconducibili agli stessi principi.<br />Per fare un esempio se nella matematica il modo più diretto per fare 2 è 1+1 nella pratica lo stesso risultato lo si ottiene mediamente in modo più complesso e tante volte non è neppure detto che sia esattamente 2 il risultato ( 1 mela + 1 mela = 2 mele certo ma quante possibilità ci sono che siano perfettamente uguali in tutti i loro parametri come i due 1 presi in considerazione dalla matematica? ).<br />La matematica allora a cosa serve? A dirci cosa non va fatto! Se la stessa non ci può dare la soluzione perché ci porta a risultati pratici sbagliati vorrà dire che ci sta indicando cosa non fare se non vogliamo errare e credetemi…non è poco!<br />La statistica ha, invece,una funzione di grande spalla in quanto permette di abbreviare i tempi della fisica dal lato della sperimentazione .<br />Il calcolo delle probabilità infine serve per tracciare le linee entro le quali operare e fuori dalle quali non farlo ( ci dice in pratica quando l’evento che stiamo seguendo sta entro delle regole fisicamente testabili oppure no ).</p>
<p style="padding-left: 0px; ">La fisica pertanto è il vero baluardo dal quale partire per poter vincere la propria sfida ed in particolare occorre rivolgersi alla Teoria del caos applicandola chiaramente in tutte le direzioni.<br />Ho preso la fisica come fonte di ogni ricerca di carattere empirico pertanto la stessa mi servirà soprattutto per il terzo punto riguardante la ricerca della lunghezza numerica della permanenza sulla quale testare un eventuale metodo.<br />Per arrivare ad un risultato tangibile partirò da dati reali e cioè: quanti colpi , in che modo e in quanto tempo gli stessi possono essere realisticamente distribuiti da un eventuale professionista nell’arco della sua vita di giocatore attivo.<br /><br />Punto primo l’età ottimale entro la quale lo stesso dovrebbe avere trovato il suo metodo: verso i 35 anni non oltre ( se oltre è sufficiente ridurre percentualmente tutti i parametri anche se più si allungano i tempi più tutto si ridurrebbe a mere elucubrazioni e piaceri mentali )<br /><br />Punto secondo il tempo che fisicamente è presumibile riuscire a passare, senza un’eccessiva usura da stress psico-fisico, attivamente all’interno dei vari casinò: massimo vent’anni per periodi di 4 o 5 ore al giorno per 3 o 4( giorni ) consecutivi al massimo (il professionista non gioca la sera,il venerdì,il sabato e la domenica per ovvi problemi di intasamento e tutto ciò che ne consegue e deriva) ogni settimana per un massimo di 9 o 10 mesi ( da dividersi come meglio uno crede ).<br />Di più è quasi impossibile pertanto,considerando che in 4 o 5 ore si possono giocare ( non vivere si badi bene ) da un minimo di 60 ad un massimo di un centinaio di colpi il totale degli stessi in un anno sarà intorno ai 15000 il che significa 300000 in tutta una vita di gioco.<br />Ed allora fisicamente quanto mi serve sapere se un sistema funziona su di un milione di colpi se neppure in 3 vite riuscirò mai a giocarli? Ciò che matematicamente ha un senso fisicamente crolla miseramente (ad ognuno di noi interessa sapere quante possibilità ha nella sua vita non nelle altre).</p>
<p style="padding-left: 0px; ">Risolto questo punto (almeno per me e non starò qui a spiegare perché o percome aggiuntivi) e ristretta la permanenza a 300000 colpi vediamo se si può fare meglio e per fare questo ci viene in soccorso il calcolo delle probabilità.<br />A me interessano (essendo un pigro) i colpi che posso fare in un anno che sono 15000 e che rappresentano il 5% di 300000 e per far si che, probabilisticamente il risultato sia similare all’analisi effettuata prendendo in considerazione tutti quelli di una vita non devo far altro ( non mi metterò a citare le leggi che regolano la cosa in quanto chiunque,se interessato,può trovarle all’interno dei campi presi in considerazione ) che,alla cieca, prendere, o meglio ancora farsi scegliere da un estraneo, a caso serie di 100 colpi staccate tra loro ( all’interno,ovviamente,dei 300000 ) e su quel totale testare ( se proprio si vuole essere scrupolosi lo si può rifare altre due o tre volte con la stessa procedura ) e,c’è da crederci,il risultato sarà estremamente similare al test eventualmente effettuato sulla permanenza completa .<br />Ergo il famoso milione o più di colpi “matematicamente” necessari fisicamente servono solo per, mi si passi il termine, masturbazioni mentali e similari.<br />Imprimetevi bene nella mente che mai vivrete tutti quei colpi, mai!</p>
<p style="padding-left: 0px; ">Passiamo ora ad esaminare i parametri basilari sia strutturali che economici che sono necessari affrontare da vincenti questo tipo di “divertimento lavorativo”.</p>
<p style="padding-left: 0px; ">Le cose stanno in questo modo:se si giocano tutti i colpi vissuti il rischio,se tutto va bene,di perdere anche solo tempo è estremamente elevato (questo penso che sia chiaro a tutti) pertanto si dovranno selezionare e questa selezione deve avere la seguenti due semplici caratteristiche: sempre lo stesso punto di partenza (invariabile in questo caso MATEMATICAMENTE) e sempre lo stesso punto di fine partita ( vale quanto detto per la partenza ).</p>
<p style="padding-left: 0px; ">Una metodologia fissa e costante che non preveda interventi istintivi o intuitivi ( in pratica deve essere in grado di applicarlo pure un bambino anche se non lo capisce ) .<br />Gioco a massa uguale e solo uguale.<br />Nessuna e per alcun motivo montante in perdita ( mai e poi mai ) ma,a seconda delle coronarie,al massimo una blanda montante in vincita ( non oltre i tre colpi ) in modo che la perdita resti all’interno del concetto applicativo della massa uguale.<br />Per quanto concerne il capitale scordarsi totalmente i 1000 o 2000 pezzi ( in quel caso significa che si sta applicando qualche montante in perdita ) ne devono essere ben più che sufficienti 100 per la semplice massa uguale e 300 in caso di utilizzo di montanti in vincita ( il concetto di capitale è equiparato a quello che si utilizza in qualsiasi campo lavorativo ).<br />Le personalizzazioni di cui ogni tanto si sente parlare non devono essere ,pertanto, altro che aggiustamenti a favore o meno della massa uguale o della montante ed il valore unitario del pezzo.<br />Qualsiasi altra considerazione di eventuali personalizzazioni esula dal concetto di qualcosa di fisicamente certo e testato.</p>
<p style="padding-left: 0px; ">Passiamo adesso alla valutazione dell’utilità dei sistemi in vendita.</p>
<p style="padding-left: 0px; ">Preciso subito il mio pensiero:non è umanamente possibile che chi possieda una metodologia fisicamente vincente lo vada anche solo a dire figuriamoci a venderla suvvia! Non ho però alcuna intenzione di scendere in questo tipo di approfondimento.<br />Perché possono servire allora? Perché statisticamente, percentualmente ( e sono buono ) nonché chiaramente matematicamente sono perdenti pertanto dicono ed indicano inequivocabilmente cosa non fare e questo non è assolutamente poco.<br />Chiunque è in grado di capire che se su uno spettro di 100 possibilità teoriche ne posso,grazie allo” sforzo”di altri, eliminarne 80 bè….sai che immenso guadagno di tempo e minor spreco di risorse mentali e materiali ( anche se,per fare questo,basterebbe eliminare il concetto della montante in perdita ed automaticamente perderebbero di significato quasi tutti i sistemi venduti ).<br />Forse qualcuno avrà fatto caso che non ho detto che sono sbagliati dal punto di vista fisico e questo non perché siano giusti, anzi, ma perché sono costruiti fisicamente su una breve determinata permanenza costruita empiricamente ad hoc per non poter fallire nel contesto ricercato pertanto….!<br />E’ un po’ come se per avere la vittoria certa a calcio una squadra giocasse un intero campionato regolarmente in 11 contro squadre che giocano in 7 senza portiere….qualcuno pensa che possa essere fattibile?<br />Infine passiamo a vedere cosa occorre oltre a tutto questo per potercela fare sul serio.<br />Come, obbietterà qualcuno, cosa occorre oltre alla metodologia giusta ed al capitale necessario?<br />Beh, spiacente di deludervi ma quello non è tutto, anzi è al massimo la metà.<br />Sapete quante persone di talento ci sono in circolazione che non riescono a mettere a frutto ciò che la natura ha loro concesso? La canzone “uno su mille ce la fa“ non è, probabilmente, molto distante dalla verità.<br />Di sicuro i più giovani cercano una soluzione certa in questo settore (e probabilmente anche in Borsa) attirati dall’idea della sfavillante vita che si può condurre e se questo può essere pure vero in certi casi occorre una forza ed un carattere estremamente superiori a qualsiasi altro campo in quanto dove è estremizzato il fattore economico è quantomeno miope pensare che non lo siano tutti gli altri aspetti di quel tipo di vita.<br />Non voglio dilungarmi su cose che forse non interessano molto in questo contesto ma sappia solo, chi vuole cimentarsi in questo tipo di vita, che occorre una grande forza psicofisica ed una grande rettitudine. Sì signori miei, proprio rettitudine!</p>
<p style="padding-left: 0px; ">E per concludere: non esiste nel nostro mondo una cosa o situazione costruita dall’essere umano per definizione perfetta esistono solo risposte non ancora trovate e cosa non conosciute, perché ricordatevi che alla prima soluzione fisicamente perfetta (inossidabile, non deperibile e chi più ne ha più ne metta) e in alcun modo attaccabile l’uomo sarebbe a livello di Dio ed allora che senso avrebbe la ruota?</p>
</span></div>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Andrea Bianchi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>psicologia</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>esperienze</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>principianti</dc:subject>
    
    <dc:date>2011-04-14T14:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
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  <item rdf:about="http://www.laroulette.it/articoli/la-perdita-inevitabile">
    <title>La perdita inevitabile</title>
    <link>http://www.laroulette.it/articoli/la-perdita-inevitabile</link>
    <description>Tra simulare una giocata a casa ed effettuarla al tappeto c'è una bella differenza. Saper mantenere il controllo nelle inevitabili fasi negative è un requisito essenziale</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="padding-left: 0px; ">Molte persone mediamente intelligenti sono in grado di comprendere un dato sistema di gioco, studiarlo ed applicarlo correttamente al tavolo, ma nonostante questo, quando provano a portarlo al tappeto, perdono. <br />Come mai? <br />Beh, se giocare non è un gioco, lo stress che vi porta è abbastanza alto. <br />Non tutti hanno abbastanza “manico” da andare fino in fondo, se si trovano ad affrontare una fase negativa si spaventano e cambiano metodo in corsa, e se questo può pagare qualcosa nel breve termine, alla lunga ti distrugge.<br />La vittoria costante esiste nel lungo periodo, <b>detratte le sconfitte che sono, lo sottolineo, inevitabili</b>. <br />Giocare per vincere è difficile, non tutti possono farcela, anzi, molto pochi ce la fanno.<br />Ricordatevelo.</p>
<p style="padding-left: 0px; ">Non tutti sono in grado di vincere, <b>non perché il sistema utilizzato sia perdente</b>,  ma perché semplicemente non hanno il coraggio di andare fino in fondo.<br /><b>Non c'è niente di male, dopotutto non tutti sono in grado di giocare a calcio o a basket, ci vogliono comunque qualità specifiche per avere successo in qualsiasi cosa si faccia. L’importante e’ rendersene conto.</b><br />Per dirla meglio: chiunque è in grado di dare un calcio ad un pallone. Non tutti sono capaci di fare gol ai mondiali... Chiaro???<br /><b>Non si può pretendere, a prescindere da qualsiasi sistema si adotti, di evitare le perdite in un dato momento, o in un dato giorno, o in un dato periodo di tempo che può durare anche molti giorni.</b></p>
<p style="padding-left: 0px; ">Se capite questo concetto <b>avete fatto un enorme passo avanti sulla strada del successo.</b></p>
<p style="padding-left: 0px; ">Se pensate che ci siano in giro sistemi che vincono sempre e comunque, siete degli illusi. <br />La strada per vincere parte dal saper perdere, ovviamente il minimo possibile, ma bisogna essere realisti.<br />Se qualcuno vi dice di avere un sistema infallibile, che vince sempre e comunque, vi vuole truffare. Non esiste il sistema-Bancomat!<br />Tutti i sistemi perdono, prima o poi. Proprio tutti. Rendetevene conto. Ci sono dei giorni in cui non potete evitare di perdere. <br />L'importante è saper accettare questo fatto, affrontarlo con serenità. Essere consapevoli che una sconfitta non è un fallimento ma un fatto naturale, in una serie di vittorie.<br /><b>È come un campionato di calcio. </b>Già dalla prima giornata, sappiamo che la squadra che alla fine vincerà lo scudetto incapperà inevitabilmente in una giornata o più di una in cui le cose gireranno male e perderà la partita.<br />Con la roulette è esattamente la stessa cosa. Perdete una partita? FREGATEVENE. <br />Alla fine lo scudetto lo vincerete voi, <b>se giocate bene</b>. <br />Certo che se ogni volta volete vincere sette a zero ed andate all'attacco scriteriatamente, ci sta più di una possibilità che in contropiede vi distruggano. Ed e’ questo che rovina moltissimi giocatori.</p>
<p style="padding-left: 0px; ">Spero di essere stato chiaro. <b>Per tutti i sistemi prima o poi arriva il “giorno del giudizio”</b>. <br />Se lo avete chiaro in mente, non è un dramma, anzi, è una cosa del tutto normale che non vi potrà mai dare fastidio, lo sapevate già.<br /><b>Anche nella stessa sera troverete inevitabilmente delle fasi negative, credo che sia ovvio.</b><br />L’importante e’ come le si affrontano.</p>
<p style="padding-left: 0px; "><b>Prima regola del buon giocatore: Accettare la sconfitta.</b></p>
<p style="padding-left: 0px; ">Inutile raddoppiare e triplicare le poste, perché pensate che la fase negativa “non può durare”, inutile dire “devo rifarmi subito della perdita”, <b>dovete pensare esattamente il contrario</b>, e cioè mettervi al riparo finché dura…Tenete conto che potrebbero volerci giorni!!!<br /><b>Se andate per mare e trovate una tempesta, cosa fate, spiegate tutte le vele per uscirne al più presto o vi mettete in cappa e sottocoperta aspettando che passi???</b><br />Io dico che se spiegate tutte le vele vi fate un bagno gelato, ed anche in fretta. E dite addio alla barca. Perché dovrebbe essere differente per la roulette???<br /><b>Non illudetevi di poter ottenere subito quello che volete, ci vuole un mucchio di tempo e fatica. </b><br />Nessuno –NESSUNO- può sapere in anticipo quanto può durare una fase negativa, se mezz’ora o due settimane.<br />Nel frattempo, dovete avere un metodo che vi porta a perdere POCO, il meno possibile! <br />La rovina di moltissimi giocatori sono le esposizioni che affrontano per rifarsi delle perdite INEVITABILI che subiscono. <br />Perdono un tot, e per rifarsi impegnano capitali assolutamente sproporzionati all’obiettivo di vincita.<br />L’unico modo di vincere è accettare che si perderà. L’importante è che alla fine dei conti abbiate perso MENO di quello che avete vinto.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Andrea Bianchi</dc:creator>
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      <dc:subject>psicologia</dc:subject>
    
    
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    <dc:date>2011-04-14T14:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
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  <item rdf:about="http://www.laroulette.it/articoli/giocare-non-e-un-gioco">
    <title>Giocare non è un gioco</title>
    <link>http://www.laroulette.it/articoli/giocare-non-e-un-gioco</link>
    <description>Consigli a chi si avvicina al mondo della roulette e a chi si è dimenticato che come in tutti i giochi le esperienze dovrebbero insegnare a non ripetere più gli stessi errori </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="padding-left: 0px; ">Questo sito si basa sulla collaborazione, e secondo me la migliore collaborazione non è dare un pesce a qualcuno, e cioè un sistema, ma semmai insegnargli a pescare, e cioè a giocare.<br />Ho pensato di trasmettere la mia esperienza di giocatore e contribuire con un articolo, descrivendo, come se scrivessi a degli amici che condividono la mia  stessa passione, “le regole del gioco”, come io le intendo. <br />Sono ovviamente opinioni personali, che metto volentieri a disposizione di chi avrà la bontà e la pazienza di leggermi. E se per qualcuno sono bestialità, beh, basta voltare pagina, no?<br />Chiaramente non descriverò un metodo, leggendo capirete perché, ma una “filosofia”, un modo di intendere il gioco della roulette, di accostarvisi  con delle utili informazioni, che magari aiuteranno qualcuno a sbagliare di meno, e perché no, a vincere qualche pezzo.</p>
<p style="padding-left: 0px; ">Questo scritto si rivolge sia al giocatore esperto, che certe cose dà per scontate, che –soprattutto- al lettore che non sa o si dimentica che<b> i numeri della roulette non sono 36, ma 37.</b><br />Ha ragione pure lui, in un certo senso.<br />Qui non troverete la formula magica per sistemarvi la vita con la roulette: non esiste e se c’è non ve la dirà mai nessuno, certamente non “gratis”, leggerete solo una serie di punti di vista e di consigli, sta a voi scegliere se farli vostri o meno. Tanto alla fine, come è solito dire il direttore , “I numeri non mentono, mai”.<br />E quindi quando uscirete dal casinò saprete voi se il numero delle banconote che avete in tasca è maggiore o minore di quello che avevate quando siete entrati. L’unica cosa che conta è questa, che siate sinceri con voi stessi.<br />Perchè se è vero che iI numeri non mentono, mai, è altrettanto vero che <b><i>giocare, non è un gioco.</i></b></p>
<p style="padding-left: 0px; ">Nei film, il nostro eroe con smoking e macchina sportiva, va al casinò ed in quattro colpi vince un monte di denaro che poi si va a sperperare con la bellona di turno. Nei film, appunto. <br />Se credete che diventare ricchi col gioco sia facile, siete fuori strada. E sarete preda di venditori di sistemi “infallibili” a prezzi stracciati.</p>
<p style="padding-left: 0px; ">Nella realtà, <b>giocare seriamente e per vincere è un lavoro durissimo</b> che richiede ottima forma fisica, nervi saldi, un buon capitale di base ed anche un pizzico di fortuna. Non si può sperare di andare a lavorare ubriachi, stanchi o malati e produrre gli stessi risultati di quando si sta bene: lo stesso vale –anzi, vale a maggior ragione- per il gioco. <br />Già perchè al casinò la gente che sta intorno ed il chiasso tende a distrarre chiunque, non è proprio il caso di andare a giocare se non si sta bene, per qualsivoglia motivo.<br />Sbagliare è facilissimo, e ricordiamoci che <b>gli errori commessi al tavolo si pagano in contanti e subito. </b>Scordatevi di ritirare una puntata se vi accorgete di avere sbagliato dopo il fatidico “rien ne va plus”, il casinò non è un istituto di beneficenza. E non accetta giustificazioni.<br />Se proprio non potete fare a meno di buttare via dei soldi, regalateli a qualche organizzazione benefica, adottate un bambino a distanza, offrite una cena agli amici, mandateli a me, ma quel giorno NON METTETE PIEDE AL CASINÒ!!!!<br />Siete destinati alla sconfitta. Lo siete già di partenza, non aggiungete handicap a quelli che già avete, e che non sono pochi.<br /><b>Il casinò vi paga 35 volte la vostra posta se azzeccate un pieno: ma voi giocate contro 36 numeri!!! </b><br />Questa semplice verità che chissà perché molti dimenticano, vi deve insegnare che siete dei perdenti prima ancora di varcare la porta, se la varcate pure “disarmati” o stanchi o peggio pensando agli affari vostri...addio.<br />Allo stesso modo, Se avete 100 euro e volete vincere un milione, giocateveli magari al superenalotto, ma NON andate alla roulette. Ci vogliono tempo e soldi per accrescere il proprio capitale, bisogna resistere alle fasi negative del gioco che sicuramente capitano.</p>
<p style="padding-left: 0px; ">Al di là del vantaggio matematico del banco ci sono altri importantissimi fattori che determinano la sconfitta del giocatore. <br /> Le case da gioco sfruttano il fatto che <b>la maggior parte delle persone che entrano non hanno la minima idea di come si gioca né della strategia che si può adottare per limitare, se non eliminare, il vantaggio che il banco ha già in partenza.</b> <br />Arrivano, giocano più o meno a casaccio, di solito perdono, e se ne vanno contenti di aver provato “il brivido del gioco”. <br />Qualcuno di questi signori, momentaneamente dotato di una fortuna sfacciata, vince pure, magari per più giorni di seguito o molto in una sera, ed alimenta leggende ed invidie che i casinò sfruttano adeguatamente per attirare altri sprovveduti giocatori. <br />Nessuno poi si premura di sapere che fine ha fatto il vincitore di quella sera. <br />Che di solito, sentendosi il novello Garcia, perde tutto (e molto di più) nelle serate successive, incapace di accettare il fatto che la prima volta ha vinto per mera fortuna, non certo per bravura o per una geniale strategia.<br /> <br />Molti poi, per mettersi mentalmente al sicuro, considerano i soldi come già persi ancora prima di entrare a giocare. Così se vincono, bene, se perdono, dicono “lo sapevo”. <br />Non dite di no, sono sicuro che l'avete fatto anche voi, almeno una volta. <br />L'ho fatto anche io, ma bisogna capire che questo atteggiamento non è per niente costruttivo. Ti porta a giustificare la sconfitta, e questo è un male. La sconfitta va certamente accettata, nel quadro di un investimento su un azzardo quale è il gioco, ma NON va altrettanto certamente giustificata.</p>
<p style="padding-left: 0px; "><b>La massa dei giocatori è quindi destinata a perdere,</b> proprio perché a parte la fortuna non ha altre armi per combattere la roulette. <br />Va al casinò per divertirsi e tentare la sorte, non per vincere. E c'e' una differenza fondamentale tra chi gioca per vincere e chi gioca per divertirsi. La massa paga il proprio "divertimento" in sonante moneta. <br />La massa, appunto.<br />Ma il singolo individuo, se adotta gli accorgimenti dovuti ed ha la mentalità giusta,  può benissimo uscire vincitore <b>spesso</b>. Perché quando entra, non va a divertirsi: ha un lavoro da fare ed un obiettivo preciso in mente. Nonostante il vantaggio del banco. Ecco perché per giocare c’è bisogno di un metodo, <b>quale che sia</b>, l'importante è avere consapevolezza di quello che si fa.</p>
<p style="padding-left: 0px; ">Adottare un metodo è fondamentale, ma quale è il migliore?</p>
<p style="padding-left: 0px; ">Fate conto che di metodi “migliori” e ne sono decine e decine, <b>è come il vostro abbigliamento:</b> <br />dovete trovare quello che fa per voi, vi fa stare comodi e rilassati, e non fa differenza  un casual o uno smoking, è il “vostro” abbigliamento. <br />Allo stesso modo è inutile dire "il mio metodo è straordinario, devi aspettare 75 colpi per giocarne uno", a gente come me che al quarto colpo è già morta di noia....<br />Quindi, dovete innanzitutto capire che tipo di giocatori siete: trovare il metodo che vi si confà sarà una conseguenza. <br />Se ad esempio siete conservativi, come potete adottare e giocare un metodo che espone a livelli clamorosi per il recupero??? Io, lo dico sinceramente, non avrei il coraggio di giocarlo.</p>
<p style="padding-left: 0px; ">Un grande giocatore una volta ha detto che esistono <b>molti </b>sistemi per vincere regolarmente, ed ha ragione.<br />Il problema è che bisogna avere il fegato di applicarli, e <b>quasi nessuno</b> ne ha il coraggio o la perseveranza.<br />Una cosa è sedersi al tavolino con una birra a studiare permanenze ed a giocare per finta, un'altra, moooolto diversa, è stare al tavolo verde a giocare i propri risparmi quando si sta perdendo nonostante il sistema, sulla carta, sia vincente. <br />Di solito, alla prima sconfitta si abbandona tutto decidendo che il sistema non è vincente. <br />O peggio, si cambia strategia nel corso della partita, dato che la combinazione cercata sta ritardando. Un errore madornale. Se si cambia sistema, è come se si stesse giocando a casaccio. E si perde SEMPRE, se si gioca a casaccio, a meno di una botta di fortuna. E può accadere una, forse due volte, non di più. Alla terza siete finiti.<br />Vi consiglio di trovare un metodo che sia per voi giocabile facilmente, nel senso che  DEVE bastare carta e penna (se non la vostra mente) per gli eventuali calcoli da fare.<br />Ribadisco: se giocate un sistema complicato, col chiasso, la bella tizia che passa, il signore elegantissimo ma con l’ascella pezzata che vi infastidisce, e sbagliate, secondo voi l’ispettore vi rida il pezzo che avete sbagliato a puntare perché avete calcolato male lo scarto o l’eclissi lunare…?<br /><br />Un altro fattore non meno importante, e’ il<b> fattore “tempo”</b>. <br />La gran parte delle persone che entrano al casinò, sono avventori occasionali, che giocano una volta ogni tanto. Siete di quelli? Allora, di norma rimanete un paio d’ore al tavolo, magari il dopocena, diciamo dalle 22 alle 2 di notte. Se trovate una fase negativa, non avrete mai il tempo di recuperare le perdite, e sarete costretti ad aumentare le puntate. <br />In più, in quel periodo della giornata, magari nel weekend, i tavoli sono molto affollati. E tra un giro e l’altro passano molti minuti, con la conseguenza che in quattro ore si giocano pochi colpi. <br />Non si può sperare di applicare un metodo in queste condizioni, tanto vale scegliersi un numero “fortunato” e giocare su quello tutta la sera, non si sa mai. Per lo meno non vi rovinerete e rischiate seriamente di vincere uno o due pezzi.<br />Se volete vincere sul serio, però dovete prenderlo come un lavoro: Dovete andare al casinò presto, quando il gioco si svolge tranquillamente, non ci sono troppe persone ed e’ anche più difficile che una vincita vi venga contestata. Ed a una certa ora, via.<br />Così, avrete anche il tempo di vivere la vostra vita fuori dalla sala, il che e’ la cosa principale.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Andrea Bianchi</dc:creator>
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      <dc:subject>esperienze</dc:subject>
    
    
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    <dc:date>2011-04-14T14:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://www.laroulette.it/articoli/lunica-tattica-e-il-catenaccio">
    <title>L'unica tattica è il catenaccio</title>
    <link>http://www.laroulette.it/articoli/lunica-tattica-e-il-catenaccio</link>
    <description>Giocare alla roulette è come fare una partita a calcio, fuori casa, in dieci, senza avere la possibilità di effettuare un cambio, contro una squadra in undici che può fare quanti cambi vuole</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La roulette è il vostro avversario, il vostro nemico da battere. Giocare alla roulette significa divertirsi ma se si portano a casa un po' di quattrini ci si diverte di più. Così come non esistono partite di calcio solo amichevoli (provate a perdere dieci a zero ed andare a casa "contenti" per aver giocato) anche la roulette non può essere considerata solo un gioco.<br />Quindi ricordate è giusto divertirsi, non prenderla seriamente, non incattivirsi, ma è altrettanto giusto considerare il proprio avversario, non sottovalutarlo, diffidarne. I casinò con voi non giocano una partita amichevole, il loro lavoro è incassare i vostri soldi, se le roulette non avessero lo zero allora sì, ma io non ne ho ancora vista una.</p>
<p>Cosa sapete del vostro avversario? Ve lo dico io, giocare alla roulette è come fare una partita a calcio fuori casa in dieci senza avere la possibilità di effettuare un cambio contro una squadra in undici che può fare quanti cambi vuole e che gioca allo stesso gioco da decine di anni.<br />Le speranze non sono nulle, possiamo giocarci la partita anche perchè abbiamo dalla nostra un unico ENORME vantaggio: siamo noi a decidere quando finire la partita. Un po' come da piccoli quando c'era il solito ragazzino che portava il pallone e minacciava di andarsene con la palla se non lo si faceva giocare in attacco.<br />Con queste premesse la partita classica è buttare la palla al centravanti, fare un gol subito su calcio da fermo e andare a casa vincenti anche solo dopo pochi minuti. Non si gioca per divertirsi, non si cerca lo spettacolo - vedere vomitare sul tavolo decine di fiches in una volta su quasi tutte le combinazioni piace al pubblico, ma non al vostro portafoglio- alla roulette vale la regola del "Primo non prenderle".</p>
<p>La tattica da usare è quindi il catenaccio. Chiudersi in difesa, studiare l'avversario, lasciarlo sfogare per un po' di colpi e poi crecare il punto debole, batterlo con una giocata rapida e vincente e poi mollare il colpo.</p>
<p>Continuando il paragone con il calcio, la squadra che sfida la roulette può essere formata da fuoriclasse o da gregari.<br />La squadra di fuoriclasse ha giocatori che seguono il proprio estro, l'istinto, che fanno giocate al limite e quando azzaccano i colpi è il tripudio. In questa categoria ci sono i giocatori occasionali, quelli che sono convinti di avere la fortuna dalla loro, quelli che ricorrono alle più squallide scaramanzie. Pensate a una squadra di calcio formata da fuoriclasse, tutti estrosi e fantasisti, gente che non ha bisogno di allenarsi perchè il gioco ce l'ha nel sangue.<br />La squadra di gregari è quella dei sistemisti. Giocatori che si allenano costantemente durante la settimana, che studiano tattiche nuove, che cercano i punti deboli dell'avversario, consapevoli dei propri limiti e quindi attenti a non strafare, sempre concentrati. Giocatori che non prendono rischi e che cercano di ottenere il minimo risultato positivo.<br />Certo una squadra di fuoriclasse è uno spettacolo da vedere, può fare giocate memorabili da raccontare ai nipoti, ma una squadra del genere non vincerà mai il campionato..</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Andrea Bianchi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>psicologia</dc:subject>
    
    
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  <item rdf:about="http://www.laroulette.it/articoli/come-perdere-alla-roulette">
    <title>Come perdere alla roulette</title>
    <link>http://www.laroulette.it/articoli/come-perdere-alla-roulette</link>
    <description>La sconfitta alla roulette non è legata ad un solo episodio ma è frutto di una serie di eventi collaterali che spesso vengono trascurati dal giocatore</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il metodo sicuro per vincere si sa non esiste, quello che non si sa invece è che esiste un metodo sicuro per perdere. Questo metodo è dato dalla somma di diversi fattori o concause che influenzano e condizionano il giocatore determinando la sconfitta. Queste sono:</p>
<p><b>L'ambiente</b><br />I casinò non sono società di beneficienza: guadagnano se i giocatori perdono, e pertanto l'ambiente di gioco è costruito in modo da facilitare le sconfitte. Le sale da gioco non hanno nè un orologio nè finestre verso l'esterno, in questo modo il giocatore perde la cognizione del tempo e psicologicamente si pone in uno stato di disagio, non naturale.</p>
<p><b>Il tavolo </b><b><br /></b>La posizione dei numeri sulla roulette è diversa dalla loro disposizione sul tavolo e questo inganna il giocatore. Se per esempio avete giocato il 21 ed è uscito il 22 non è sfortuna ("per un pelo lo prendevo") perchè i due numeri sono molto distanti tra loro. Guardate sempre la roulette.</p>
<p><b>Soldi e fiches</b><br />Ragionate sempre in termini di pezzi (fiches, gettoni) una volta stabilito l'ammontare del pezzo minimo (10.000, 50.000, etc) gestite la cassa in numero di pezzi e non in base al loro valore. Spesso si vorrebero puntare cinque pezzi, ma l'idea di mettere sul tavolo una cifra elevata blocca psicologicamente il giocatore che finsce poi per perdere fiducia in se stesso.</p>
<p><b>Obiettivo di vincita</b><br />Fissarsi un obiettivo di vincita troppo alto porta alla sconfitta sicura. La roulette non è il superenalotto, se volete stravincere tentate il jackpot delle slot machine. Già raddoppiare la cassa iniziale è da considerasi una ottima vincita. Se si vince più della cassa anche solo dopo mezz'ora fermatevi.</p>
<p><b>Cifra tonda</b><br />Semplificare con la cifra tonda fa danni irreparabili. Ad esempio si è in vincita di 240 euro, si stabilisce che 200 è già una buona vincita e si mette in cassaforte, i 40 che avanzano si giocano. Persi questi, avete vinto si i 200 ma è altrettanto vero che potevate portare a casa il 20% in più. E si viene lo schizzo di puntare anche solo 5 e perdete, la cifra tonda diventa 150 e così via fino alla finde della vincita e del proprio capitale.</p>
<p><b>Iniziare sconfitti</b><br />Sebbene sia doveroso giocare soldi superflui (che se persi non rovinano la vita) è un errore considerarli già persi. In primo luogo ci si mette in condizione di accettare la sconfitta (rassegnazione) ed in secondo luogo nei momenti topici si perde la necessaria lucidità per decidere di smettere ("ma sì tanto erano persi comunque")</p>
<p><b>Durata del gioco</b><br />Più si gioca più si perde. La tassa sullo zero erode il vostro capitale. Se una roulette gira troppo veloce lasciatela perdere. La roulette è più conveniente rispetto agli altri giochi, ma tra una sessione e l'altra passano pochi minuti invece di quarti d'ora (ippodromo) o giorni (schedine, lotto,etc) ed il numero elevato di giocate annulla questo vantaggio.</p>
<p><b>Mancanza di metodo</b><br />Non avere un sistema o una metodologia di gioco è deleterio. Continuare a cambiare metodo senza criterio o buttare fiches, oltre a non essere divertente, è la strada diretta più veloce verso la sconfitta.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Andrea Bianchi</dc:creator>
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      <dc:subject>psicologia</dc:subject>
    
    
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    <dc:type>Articolo</dc:type>
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  <item rdf:about="http://www.laroulette.it/articoli/il-passol">
    <title>Il pàssol</title>
    <link>http://www.laroulette.it/articoli/il-passol</link>
    <description>In realtà si scrive puzzle ma un po' di pronuncia corretta non guasta mai</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Vincere alla roulette è come cercare di fare un puzzle di 10.000 pezzi senza l'immagine della soluzione finale. I colpi delle permanenze storiche o personali sono come le migiaiia di pezzi e sono lì a  disposizione, ognuno con la propria forma, colore e caratteristica peculiare.</p>
<p>Fare il puzzle è un divertimento, un gioco, un passatempo, così come lo è per molti la roulette, si passa da momenti di soddisfazione a momenti di sconforto generale in cui si ha la sensazione che non si arriverà mai alla fine.</p>
<p>Ognuno poi lo affronta come meglio crede, c'è chi mette i pezzi a casaccio e chi li divide, chi prende un pezzo e cerca di piazzarlo e chi guarda una zona e cerca il pezzo più adatto.</p>
<p>Ma finchè è un gioco tutto va bene, ed il paragone con la roulette non regge perchè lì si richiano dei soldi. E se anche il puzzle si giocasse a soldi? Se ci fosse un premio di 100.000 euro a chi è in grado di completare il 24 ore? la faccenda cambia.<br />A quel punto <b>finisce di essere un gioco e diventa un lavoro</b> serio e non sono più ammesse scelte estemporanee e perdite di tempo. Le 24 ore passano in fretta ed occorre una strategia:</p>
<ul>
<li><span>Si raccolgono tutti i pezzi che formano il bordo, </span><span>poi si dividono tutti i pezzi per colore e ancora per sfumature, </span><span>e poi ancora per forma.</span></li>
<li><span>Si comincia dagli angoli e si completa la cornice, </span><span>poi si completano le aree con pochi colori e si prosegue sistemandole all'interno della cornice e così via fino a cominciare ad intuire il disegno e vederlo completarsi e finire. Il tutto mangiando qualcosa di corsa, recandosi velocemente in bagno, non dormendo e organizzando i propri spazi nella casa in modo da avere più agio possibile.</span></li>
</ul>
<p><span>Sacrifici necessari se si vuole veramente vincere. Cce la si può prendere più comoda ma si deve essere consapevoli che non si sta facendo tutto il possibile, e se poi non si vince è facile lamentarsi: troppo poco tempo, mancavano le istruzioni, etc. Eppure c'è chi vince ed è nelle stesse condizioni.<br /></span></p>
<p>Quanti sono convinti di risucire a completare un puzzle del genere in 24 ore  fidandosi solo dell'istinto o insistendo nel volere piazzare un pezzo prima di passare agli altri?<br />Nessuno sano di mente. Eppure quando si affronta la roulette e si vuole vincere ci si comporta proprio così.</p>
<p>Alla roulette non si ha il tempo, la voglia, la forza e la pazienza di elaborare strategie e dedicarcisi corpo e mente. E' più bello e facile voler seguire l'intuizione, l'istinto o peggio insistere su strategie e combinazioni che hanno funzionato in passato senza accorgersi che il disegno è cambiato.</p>
<p>Vincere è un lavoro e lavorare significa fare un po' di fatica e a chi sostiene che facendo un puzzle così non ci si diverte, gli si dice che è vero, ma è altrettanto vero che ci si diverte di più con i centomila euro del premio....</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Andrea Bianchi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>principianti</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>vincere</dc:subject>
    
    <dc:date>2011-06-25T11:55:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://www.laroulette.it/articoli/consigli-al-giocatore">
    <title>Consigli al giocatore</title>
    <link>http://www.laroulette.it/articoli/consigli-al-giocatore</link>
    <description>Se li seguirete, magari non vi faranno diventare milionari, ma potrete per lo meno cercare di restare assieme ai vostri soldi abbastanza a lungo da portare a casa qualche pezzo</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="padding-left: 0px; ">Vi presento con un piccolo riassunto che ho messo in forma di decalogo, liberamente tratto dal libro di Alois Szabo “How to Win”, riedizione del 1957 de “The pitfalls of Gambling”.</p>
<blockquote class="pullquote" style="padding-left: 0px; ">Seguite le regole, siate realisti</blockquote>
<p style="padding-left: 0px; ">Secondo me sono consigli pieni di buon senso. Se li seguirete, magari non vi faranno diventare milionari, ma potrete per lo meno cercare di restare assieme ai vostri soldi abbastanza a lungo da portare a casa qualche pezzo…Prima o poi arriva la figura vincente, in quel momento però dovete aver perso POCO…</p>
<ol>
<li><b>LO STOPLOSS:</b> Non portate MAI all’interno della sala più soldi di quelli che potete rischiare di perdere per quel giorno! Nessuno può evitare le fasi negative, e l’unico modo di limitarne i danni il più possibile è di limitare le perdite. La sconfitta non demoralizza mai chi è preparato ad affrontare le perdite, e gioca solo quanto ha già deciso. Cercate di calcolare il limite di giocata per più giorni ed in nessuna circostanza oltrepassate i limiti imposti.</li>
<li><b>MAI giocare se non state perfettamente bene</b>, se non siete completamente sobri, se siete arrabbiati per qualsivoglia ragione, se l’ambiente non vi fa sentire a vostro agio.</li>
<li><b>MAI giocare la notte tardi!!!</b> Il giorno dopo sarete uno straccio, e l’errore è sempre in agguato.</li>
<li><b>Giocare è un lavoro!</b> Siate professionali. Andate al casinò all’apertura, esattamente come se andaste in ufficio, timbrate il vostro “cartellino” e “lavorate” lo stretto necessario per assicurarvi il guadagno prefissato, dopodiché, andate al cinema, a casa dai figli o a vedere la champions in tv o a cena con gli amici. Non rimanete MAI al “lavoro” più del necessario.</li>
<li><b>MAI giocare in compagnia</b>, anche se è vostra moglie o marito!!! Il gioco richiede il 100% della vostra attenzione, e non potete permettervi di essere distratti da chicchessia. Per questo motivo, evitate chiacchiere con altri o amenità al tavolo. Un buon giocatore è un lupo solitario.</li>
<li><b>MAI  essere ansiosi di giocare!!</b>! Imparate piuttosto a non farvi piacere la sala ed il gioco. E’ un’abitudine mentale facile da acquisire se tenete a mente che state andando al casinò per guadagnare e non per divertirvi. Vedrete che funziona.</li>
<li><b>Evitate di sedervi al tavolo</b>. Andarsene quando si è in piedi è molto più facile. Ricordate che nessuna casa da gioco può costringervi a giocare o meno, e questa è l’arma che avete, sfruttatela! Potete iniziare il gioco quando volete, e finirlo quando volete.</li>
<li><b>Non imbestialitevi se perdete!</b> Intanto, non vi aiuta. In secondo luogo, se siete incazzati non è che guadagnate dei soldi, anzi, rischiate di perderne molti di più. Ricordate che le fasi negative hanno comunque un termine, e se mantenete i nervi a posto durante la “tempesta” vi godrete molto di più il sole che inevitabilmente la segue.</li>
<li><b>MAI scoraggiarsi durante le fasi negative!!!</b> E’ a questo punto che vi fregano!!! Avete un sistema. Pare non funzionare. Lo abbandonate. Giocate a casaccio. Siete SICURAMENTE perdenti. Pensate al detto “Oggi a te, domani a me”. Rendetevi conto che è INEVITABILE perdere una certa somma in certi momenti, ma mai più di una certa somma, che deciderete voi e non il casinò!</li>
<li><b>TORNA AL PUNTO 1!</b> Per essere buoni vincenti, dovete innanzitutto imparare ad essere buoni perdenti. Un buon perdente è colui che MAI, in nessuna circostanza perde più di quanto fosse assolutamente inevitabile.</li>
</ol>
<p> </p>
<p><span>Saluti, e in bocca al lupo.</span></p>
<ol> </ol>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Andrea Bianchi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>principianti</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>consigli</dc:subject>
    
    <dc:date>2011-07-03T17:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
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  <item rdf:about="http://www.laroulette.it/articoli/fatevi-prima-una-buona-preparazione">
    <title>Fatevi prima una buona preparazione</title>
    <link>http://www.laroulette.it/articoli/fatevi-prima-una-buona-preparazione</link>
    <description>I saggi consigli del commendator Delaiti ai giocatori iniziati e inizianti</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Se un sistema ha una certa base di serietà, anche se non è sicuramente vincente, non è perdente, perchè un sistema deve essere solo un mezzo per attaccare il banco con "punte" più o meno pungenti al momento giusto. Certi sistemi, invece, sono sicuramente perdenti specie le martingale: 1/2/4/8 ecc e 1/3/7/15 ecc..., perché si può vincere per un certo periodo… poi i salti fanno perdere tutte le vincite acquisite, più l'importo della tassa dello zero,in base a tutto il capitale, posato nell'insieme sul tappeto.</p>
<p>Mi fa molto piacere che dei giovani si dedicano a questo bellissimo ed interessante gioco, non per formare dei disperati giocatori, ma soprattutto, per avviarli allo studio ludologico roulettistico, perché oltre venire a conoscenza delle leggi della probabilità, necessarie anche nella vita quotidiana, questo studio e le sperimentazioni fatte a casa propria, tengono occupati, divertendo nello stesso tempo.</p>
<p>Ho conosciuto giocatori incalliti del gioco d'azzardo alla roulette, che, fortunatamente si sono riveduti e per continuare la loro passione si sono dedicati allo studio.<br />Dopo una vera ed adeguata preparazione sono tornati al tavolo da gioco, come cercassero una vendetta. Non erano più dei giocatori ma veri sistemisti, cioè speculatori del gioco.<br />Raccontano ora, che è maggiore soddisfazione vincere pochi pezzi calcolati, piuttosto che forti vincite nell'azzardo, quanto queste vincite, in definitiva, diventano perdite.<br />Ecco perché non mi stancherò mai di raccomandare agli inizianti di non aver fretta di affrontare il tappeto verde.<br />Per una buona preparazione non significa aver letto un libro, oppure aver comprato un sistema. Significa leggere buona parte di ciò che manoscritti vostri predecessori, da oltre un secolo ad oggi.<br />Ingenue telefonate che generalmente riceviamo dei nostri giovani interlocutori:</p>
<ul>
<li>Alcuni chiedono se un tale sistema è sicuramente vincente.</li>
<li>Altri riferiscono della validità di un certo sistema, perché sono riusciti a vincere.</li>
<li>Altre ancora, con lo stesso sistema dicono che hanno perso.</li>
<li>Ed infine esiste il categorico che dice ho provato sistema di questo mese con una cinquantina di colpi ma non va.</li>
</ul>
<p>A questo punto devo ancora ripetermi: i sistemi possono essere tutti vincenti tutti perdenti, perché devono essere usati come mezzo per il verso giusto. Anche un gatto o un cane molto buoni se accarezzati contropelo diventano cattivi.</p>
<p>Non si può giudicare un sistema, si ha dato perdita oppure vincita, in una piccola seduta. Per stabilire una condotta di gioco non è necessario fare 50-100.000 colpi di sperimentazione. Possono essere sufficiente anche solo qualche migliaio di colpi, per conoscere più o meno, le massime esposizioni  degli scarti negativi o le massime acquisizione degli scarti positivi.</p>
<p><span class="discreet">Tratto dalla rubrica di posta del commendoator Delaiti sul "il sistemista" del Marzo 1987</span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Andrea Bianchi</dc:creator>
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      <dc:subject>principianti</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>consigli</dc:subject>
    
    <dc:date>2011-08-15T20:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Articolo</dc:type>
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