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La grandissima parte dei giocatori perde

di Rodyman Neshper

Potrebbe essere considerato esatto dividere la pura e semplice teoria matematica sia da alcune considerazioni statistiche ai limiti del reale che dalle varie situazioni reali vere e proprie

La grandissima parte dei giocatori perde

Sono consapevole sia del fatto che la statistica è un po' ostica ai più, sia che un po' di colore è senz'altro piacevole, ma per questo mi piace pensare di portare un contributo teorico utile affermando che potrebbe essere considerato esatto dividere la pura e semplice teoria matematica sia da alcune considerazioni statistiche ai limiti del reale che dalle varie situazioni reali vere e proprie, e mi spiego.

Si cita sempre il fatto che la teoria matematica dice che il giocatore è sempre perente, ma in genere non citano (mi è capitato di non vederle citate neppure in un testo universitario), come sarebbe indispensabile, le condizioni in cui ciò è da considerarsi vero (le cosiddette "condizioni al contorno", cioè le condizioni in cui un teorema è valido), che nel nostro caso sono: gioco costante, a tempo indefinito e a massa pari; così completata questa è la teoria matematica pura e semplice.

Ora passiamo alle considerazioni statistiche al limite del reale.
Basta che si cambi la condizione "a massa pari" con la condizione "a massa variabile" che la teoria dice l'esatto opposto: il giocatore che utilizza (sempre in teoria) una progressione crescente al raddoppio (o quasi, cioè anche con una opportuna scala di riduzione) vince contro il banco, e questo perchè un fenomeno che statisticamente potrebbe apparire una volta ogni miliardi di miliardi di anni non avrebbe il tempo fisico di apparire, almeno per la durata di questo universo e qualche altro ancora.
E' come nei teoremi matematici, quando si dice: preso un epsilon piccolo a piacere ... oppure: trascurando gli elementi infinitesimali di ordine superiore ... il teorema è dimostrato; quindi concetti normalmente usati nella matematica e nella statistica dicono che sotto alcune condizioni il giocatore è vincente.

Ebbene, se si considera quanto è accaduto e può realmente accadere in alcuni secoli nelle roulettes di tutto il mondo, si vede che SOTTO OPPORTUNE CONDIZIONI AL CONTORNO, questa volta del tutto reali anche se un po' particolari, un giocatore può essere vincente: se uno degli uomini più ricchi del mondo giocasse costantemente, a partire da 1 dollaro, su una chance semplice, al raddoppio o con una opportuna scala di riduzione, sarebbe vincente al 99,999999999999999999...%, cioè (sempre con un concetto puramente matematico) trascurando un epsilon piccolo a piacere.

Ora andiamo alla normale realtà.
L'ultimo caso è quello di tutti noi e del casinò, e qui, purtroppo, vigono alcune leggi non confutabili: ogni colpo è indipendente, non c'è differenza fra colpi continui e colpi interrotti, tutte le leggi di tipo statistico valgono solo per un numero elevato di colpi e non nel breve-medio periodo, ogni sistema presenta qualcosa da interpretare, di non definibile aprioristicamente in senso sicuramente positivo per il giocatore; se poi ci mettiamo i limiti imposti dal casinò e quelli nostri ecco chiarite, in modo completo, tutte le condizioni al contorno entro cui vale il teorema: nel medio - lungo periodo la grandissima parte dei giocatori perde.
Perchè ho detto "la grandissima parte dei giocatori perde" e non tutti i giocatori perdono"?
Sempre per evidenze reali di tipo statistico:

- vincere può essere un episodio momentaneo per ogni giocatore, e chi sa approfittarne termina come vincente;
- ciascuno di noi nella propria vita vede accumularsi una serie di eventi casuali che, come noto, formano uno scarto o positivo o negativo, essendo la durata della vita molto limitata rispetto alla ampiezza per la quale possano essere valutate forme prossime all'equilibrio; quindi è normale che qualcuno si trovi dalla parte di un percepibile scarto positivo, e questa situazione qualcuno la chiama fortuna, altri destino, altri ancore fede in qualche santo, ma in fin dei conti lo ritengo un concetto matematico-statistico che si ritrova nella vita reale.

Rodyman Neshper