Massa uguale, montanti e distribuzione degli eventi (di Sergio)
Quando, molti anni or sono, mi sono avvicinato alla roulette e ai metodi per batterla, la legge del terzo e i sistemi a massa uguale mi erano sembrati le due cose su cui ragionare per battere la "macchina". Dopo anni di prove e di studi, sono certo che la strada è altrove.
Il metodo Cecil Swan, considerato a suo tempo vincente a massa uguale, è naufragato nei test al computer, e si espone al pagamento della tassa sullo zero come vuole , l'unica legge che poi funziona realmente, quella del calcolo matematico delle probabilità.
La legge del terzo, è in realtà la legge dell'azzardo, cioè quella a favore della roulette e non del giocatore, perchè propio grazie ai numeri che non escono e quelli che si ripetono ,che a massa uguale, la macchina risulta imbattibile. Infatti se fosse difettosa (ed in passato ce ne sono state ) , la legge non viene rispettata e basta fare le differenze numeriche per avere vantaggi. Ma adesso non accade più, i cilindri sono perfetti e vengono "girati" tra i tavoli. Il sistema Nuguyen, che sfruttava gli scarti, usando le formule di Prouvst, ha la sola funzione di diluire il gioco, perchè le attese sono spesso lunghissime. Ma provato (è tra i più facili da testare con il foglio elettronico) su un milione di permanenze reali, perde il 2%.
Qualsiasi combinazione si voglia considerare, legge del terzo, figure etc..a massa uguale è il calcolo delle probabiltà che poi finisce con il prevalere. Certo i vantaggi possono durare anche migliaia di colpi e dare l'illusione, ma di illusione si tratta. Anche lo scarto sulle chance semplici, che offre il vantaggio del calcolo della probabilità a favore del giocatore, risulta ingestibile. La sperimentazione sul metodo Vessieler, l'attacco sulla chance deficitaria di due volte lo scarto medio, è vincente solo in teoria perchè può passare da uno scoperto di decine di migliaia di pezzi prima di azzerare lo scarto, dunque ingiocabile.
La conclusione è che la massa uguale è buona solo per chi vende chimere, e spesso a caro prezzo.
La roulette è imbattibile ? No, ma la strada è solo la
montante in perdita.
Lorenzo della Moglie, il migliore studioso moderno dei sistemi per roulette,
l'aveva già compreso e dimostrato.
Il problema da risolvere è la distribuzione degli eventi. La "Garcia"
è un'esempio di perfezione teorica, vince quando si presenta la
serie di sette o superiori, e queste si presenteranno sempre , ma dopo
quanti colpi ? Poco importa se mediamente è 1,56 ogni 100 colpi,
possono rimanere assenti anche per 500 boules e portare alla rovina il
giocatore.
Se tutti i sistemisti si concentrassero su un'unico obiettivo, ovvero
un filtro per la "distribuzione omogenea degli eventi" anche
se questi fossero a favore del banco poco importa, con una montante in
perdita, la macchina sarebbe battuta, infatti la possibità di vincere
con certezza anche solo un colpo ogni 10 basterebbe a vincere definitivamente.
Su questa strada si era mosso il dott. Primo Benedetti, il cui sistema
gioca una particolare Alembert cercando di opporsi alle dominanze del
gioco, dividendolo in tante partite parziali. Il sistema però è
fallimentare perchè le dominanze non sono matematicamente prevedibili
e il giocatore nel tentativo di sfuggirli cade ugualmente in una nuova
dominanza che può essere contraria (circa il 50% di ogni azione),
io mi sono fermato nella sua sperimentazione a circa 2000 pezzi di scoperto.
Il "filtro" a cui penso io , per funzionare deve essere matematicamente
calcolabile.
Ecco perchè la via al successo è una montante applicata
alla legge del terzo. Perchè solo in questo caso gli eventi si
verificano in un preciso numero di colpi, ovvero all'interno di un ciclo.
Sergio

