Vorrei dire la mia sulla montante in perdita. Personalmente non ho simpatia
per le montanti, né in vincita e né in perdita, se potessi
dare corpo ai desideri il gioco a massa pari sarebbe il mio ideale, ma
ovviamente lo sarebbe per tutti.
Ma le mie conoscenze non mi consentono di selezionare i colpi vincenti,
e devo ricorrere ad una montante.
Sono fermamente convinto che sulle chance semplici non esista un gioco produttivo a massa uguale, applicare la teoria di Vesselier di attendere il doppio dello scarto medio, va bene solo per fare della teoria. Sappiamo tutti che l'attesa dello scarto necessario all'attacco può essere lunghissima e il ritorno verso l'equilibrio ci esporrà alla tassa dello zero che può essere superiore ai pezzi di guadagno.
Non ho un'opinione precisa , invece per i pieni. Alcune prove eseguite insieme ad un grande esperto di roulette su un suo sistema, mi hanno lasciato meravigliato per la resa altissima a massa uguale. Ma il sistema non è mio e non è in vendita , dunque l'unica cosa che riesco a dedurre è che se dovessi dedicarmi alla ricerca di un sistema a massa pari lo farei studiando i pieni.
Ma la storia personale conta nelle opinioni, quando sono riuscito a guadagnare
qualcosa con la roulette l'ho fatto grazie alle montanti in perdita. E
dato che sto parlando di centinaia di migliaia di colpi ( gioco dal 1978
) non credo che si tratti di fortuna. Con la montante in perdita si può
vincere, includo in questo concetto anche la ripartizione dello scoperto
e i recuperi frazionati ( il concetto della Garcia).
Una questione fondamentale è il capitale. Non si può affrontare
il gioco utilizzando la montante in perdita senza quantizzare il capitale
necessario e queste operazioni devono tenere conto della struttura del
sistema e della statistica.
Ed il capitale è elevato, perché deve contemplare anche
il salto e il capitale necessario per ricominciare ( personalmente prevedo
sempre due salti ), dunque chi non disponesse di capitali sufficienti
non deve neanche prendere in considerazione il gioco con la montante in
perdita.
Quello che non capisco è perché, anche autori di tutto rispetto, si siano impegnati a dimostrare che la montante in perdita è matematicamente perdente, toppando clamorosamente, perché la montante in perdita è assolutamente vincente da un punto di vista matematico-statistico. Consideriamo per praticità le chance semplici.

Se consideriamo lo scarto tra le due chance otteniamo sempre un'andamento
come quello sopra rappresentato. La rappresentazione grafica è
schematica ma riassume concettualmente il comportamento reale.
Lo scarto prevarrà per una chance poi si annullerà perchè
un numero uguale dell'altra chance si è contrapposto spingendo
la curva a passare per lo zero, ovvero l'equilibrio, per poi immediatamente
protendere per un nuovo scarto a favore di una delle due chance che però
sarà nuovamente annullato per ricrearsi e cosi con scarti che si
annullano per contrapposizione passando per la durata di un solo colpo
dall'equilibrio e questo all'infinito, o per lo meno fino a quando sarà
permesso il gioco della roulette.
Quand'è che noi iniziamo ad attivare la montante? esattamente al
primo scarto negativo, ma qual'è il destino di quello scarto guardando
il grafico ? Quello inevitabile di ritornare verso lo zero altrimenti
non esisterebbe l'azzardo perchè avremmo una preferenza per una
chance rispetto all'altra.
Dunque è nella natura stessa della legge dell'azzardo che la montante
in perdita è matematicamente vincente, dato che qualunque sia la
struttura della permanenza , cioè le figure che si formano (importantissime
invece per le montanti in vincita) la formazione di uno scarto opposto
a quello che ha determinato il primo colpo in perdita è assolutamente
certo. E tenuto conto che molte montanti non hanno assolutamente bisogno
per essere vincenti di annullare completamente lo scarto, la situazione
è ancora più favorevole.
Dunque il fatto che sia matematicamente vincente è incontestabile
. La questione non è matematica ma di cassa, se lo scarto è
troppo elevato la somma a disposizione diventa il vero ostacolo. Ma non
i limiti di puntata massima, perché molte montanti in perdita (
vedi il Johnson) attuano dei meccanismi di ripartizione che la mantengono
in limiti prestabiliti.
Marco1
Inviata da Marco1.


