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Il mondo della roulette

Intervista a JTK, autore del sistema Silva, esperto sistemista e nostro collaboratore

“Da quanto ti occupi di roulette?”

Mi interesso di Roulette da più di 25 anni.
All’inizio, da ragazzino, ero attirato dal fascino del gioco, del casinò, della varia umanità, poi ho iniziato a studiare il gioco seriamente perché, come tutti, mi reputo più intelligente di una dannata macchina, e quindi ero fermamente convinto di poter trovare il sistema per batterla…Come credo lo siano tutti coloro che si accostano a questo “mondo”.  

“Qual’e stata la tua esperienza da giocatore?”

Ho avuto una “fortuna”: risiedevo in Sardegna, e quindi, anche volendo, non potevo raggiungere il casinò praticamente mai. Questo fatto mi ha costretto a studiare il gioco senza applicarlo de facto al tappeto, cosa che se da un lato non mi ha fatto esporre capitali, dall’altro mi ha posto diverse errate convinzioni sul valore e la quantità dello stress che il giocatore prova al tavolo.
 La vita mi ha poi portato a risiedere in luoghi ove i casinò erano raggiungibili con un pochino meno difficoltà, ma gli impegni di lavoro mi hanno costretto a continuare per la gran parte del tempo a giocare in modo “virtuale”. Ebbene, le prime volte che ho messo piede all’interno delle sale, ho imparato alcune dure lezioni che sono poi quelle che qualsiasi giocatore ai primi passi impara, sui propri soldi. Sapete di cosa parlo, vero?
Ho giocato più che altro in vacanza, poche volte sono andato al casinò apposta per giocare, ma se c’era l’occasione non ho mai disdegnato di fare qualche puntata al tavolo.
Adesso abito di nuovo in Sardegna e quindi il gioco “live” l’ho abbandonato.

“Qual è il tuo autore di riferimento?”

Per  quanto rigurda la filosofia del gioco, senz’altro Alois Szabo.
E’ l’autore di un libretto pubblicato negli anni 50 e che ho acquistato per ventura in una bancarella quando abitavo a Firenze.
Il suo metodo non è quanto mi si confaccia, anzi, ma i suoi consigli sono preziosissimi per un giocatore o aspirante tale, e mi hanno portato a scriverne nei vari forum che si occupano di Roulette, ed infine su questo sito.
Io ho sviluppato un approccio al gioco che secondo me è anticonvenzionale, nel senso che chi si accosta al “giuoco della roulette” cerca di vincere, io invece cerco di non perdere, che a mio avviso non è la stessa cosa. Da qui poi ho costruito nel tempo ed in migliaia di boules testate a mano, una teoria ben precisa sul comportamento della roulette.

“Come è nata l'idea del Silva?"

È stata un’esigenza di facilità di gioco, nel senso che le chances semplici non mi hanno mai appassionato ed i pieni costringevano a troppe alternative. Le dozzine mi sembravano abbastanza “malleabili” per molti tipi di attacco e facilmente gestibili a tappeto senza troppi conti e mal di testa ed attese.
Nell’ attacco al tappeto però, ho notato che tener dietro la formazione delle figure era un problema, ed allora ho semplificato il tutto ponendo come assunto che una dozzina (o qualsiasi altra chance) in realtà potesse presentarsi come o Stessa di prima oppure Diversa da prima. Sviluppare queste figure composte di D ed S era molto più agevole.

"Perchè una montante in vincita?"

Il percorso di sviluppo è durato anni… L’idea di base me l’ha ispirata la lettura di un articolo di Rader pubblicato prorpio qui su “laroulette”, dal titolo “l’onda lunga”.
Il concetto principale era il mantenimento del capitale eventualmente vinto nell’inevitabile fase negativa che sarebbe arrivata a seguire…
Mi ha dato molto da pensare, ed alla fine ho capito che anche per il mio gioco una manovra in vincita è la cosa più semplice da fare.
All’inizio ho provato ad intervenire nella formazione delle figure secondo una montante per massimizzare la resa, basandomi sul fatto che la figura più probabile è la DDDDD, ma poi l’ho giudicato inutile perché comunque porta ad esporre capitali per ottenere un risultato che –a parità di colpi vinti- si può avere anche a massa pari.
Io gioco una massa pari, di 4 pezzi per volta, e poi aspetto (e spero) che si formi la figura prescelta.  
Quando ad esempio nella vostra preferita “DDDDS” al quinto colpo sto giocando 18 pezzi, in realtà dei miei pezzi ce ne sono solo tre, gli altri me li ha dati il casinò.
E il massimo che mi può capitare è di predere quei tre pezzi…
Tutt’al più il casinò quindi si riprende i suoi soldi e pochissimi dei miei.
Questo mi consente intanto di resistere a lungo al tavolo, e di conseguenza mi permette di aumentare la possibilità di incrociare la figura vincente, senza rischiare più di tanto…e poi giocare masse grosse di pezzi che non sono tuoi ti salva le coronarie ed è divertente.

Provate a pensare di dover mettere 54 pezzi di tasca vostra per vincerne 1, e provate a pensare di doverne mettere quattro per vincerne 50….Voi cosa scegliereste???  
E’ invece incredibile vedere come molti dicano “Eh, ma a giocare 4 pezzi per volta si espone moltissimo in pochi colpi!!!”
Sono gli stessi che, partendo da un pezzo, con le montanti in perdita mettono giù 200-250 pezzi a sera e nemmeno se ne accorgono, e son convinti di essere furbi perché “espongono poco”.
ll problema comune di molti giocatori è che assumono come “massa pari”, un  pezzo per volta, è un approccio totalmente fuori dalla realtà secondo me, ed anche semplicistico!
Io assumo una quantità N di pezzi che può essere pari ad uno o a 100 o a 2000, ed è sempre e comunque una “massa pari”.
Però se all’interno di essa faccio manovre anche in perdita, chiedo a chi mi legge se davvero si può parlare di “montante in pedita” o se sia semplicemente una manovra finanziaria all’interno di una massa pari di 100 pezzi…  

"A cosa si deve il nome Silva?"

Al fatto che Silva è il nome di mia nonna…e di mia figlia!

"Hai qualche consiglio da dare a chi vorra utilizzarlo?"

Solo di seguire i consigli che ho già pubblicato sul sito, di avere bene in mente che non è possibile vincere sempre ma è possibilissimo vincere più di quello che si perde inevitabilmente, e…magari di fare attenzione alle figure che precedono quella che state mettendo in gioco…potete vedere da voi che a volte le figure si rincorrono…

"Altri progetti in cantiere?"

Beh, sto andando avanti con gli “studi”, che poi ovviamente sono un divertimento…
Estremizzando la mia teoria sul comportamento della roulette, sto studiando una mia personalissima versione del sistema che i misteriosi “gamblingbrothers” hanno detto qualche anno fa di avere sviluppato e giocato facendo –parole loro- “una barca di soldi”.
I test effettuati finora sulla mia versione hanno dato esiti molto promettenti, ma sono poco rappresentativi poiché si riferiscono a qualche migliaio di partite.
Adesso sono in attesa di un test che a breve spero di condurre su qualche centinaio di migliaia di partite da 100-120 colpi ognuna per affinare esposizione, capitale necessario e piano di gioco.
Se son rose….

laRoulette.it - Ottobre 08

 

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