Questo articolo è stato scritto nel 2002, e da allora continua a riscuotere successi ed apprezamenti. Pertanto lo riproponiamo regolarmente alla vostra attenzione perchè lo consideriamo una lettura necessaria per chi si avvicina al mondo della roulette.
Imprescindibili fondamentali (di Mlibiett)
Ho avuto modo di pensare parecchio prima di decidermi nello scrivere
su questo sito quello che penso e quello che ho utilizzato come principi
logici nel realizzare ciò che ho, ed alla fine ho ritenuto che forse era necessario un intervento che spiegasse ai giovani
entrati (non me ne vogliano quelli più navigati ma
penso che loro siano in qualche modo più ermetici nelle loro convinzioni;
cosa d'altronde normale) quali sono i parametri logici, comportamentali
ed economici per affrontare da professionisti, come ognuno in cuor suo
desidera o desidererebbe, questo mondo.
Quello che seguirà non vuole essere il vangelo ma sicuramente
ci si avvicina parecchio (odio lipocrisia e preferisco chi passa
per presuntuoso) e ritengo che, senza i fondamentali che seguiranno, non
si possa arrivare molto in la e non solo sulla roulette.
Dopo questo,ritengo, doveroso preambolo comincio con lo spiegare come
si articolerà il mio intervento: parlerò si quale tipo di
conoscenza è necessario avere e come utilizzarla per affrontare
questo settore,quali sono i parametri basilari (praticamente fissi) sui
quali costruire una strategia omogenea, qual è la permanenza numerica
sufficiente per poter dire di aver testato in modo soddisfacente una metodologia,
come utilizzare i sistemi in vendita (eresia delle eresie ma
) e
tentare di spiegare che ognuno ha dentro la sua soluzione e che se non
ce la fa è per mancanza di cognizione di causa e non perché
ciò che affronta è invulnerabile.
Partiamo col primo punto:di solito la grande diatriba conosciuta e tra
i sostenitori della matematica pura alla ricerca della soluzione perfetta
e quelli che ritengono essere la statistica e la probabilistica le uniche
in grado di spiegare e risolvere il problema.
Tutte e due certamente servono ma solo dietro e come supporto alla fisica
che è lunica branca che riesce in modo empirico a spiegare
fenomeni che, se nella teoria sono comprensibili in modo perfetto
matematicamente, nella pratica non sono assolutamente riconducibili agli
stessi principi.
Per fare un esempio se nella matematica il modo più diretto per
fare 2 è 1+1 nella pratica lo stesso risultato lo si ottiene mediamente
in modo più complesso e tante volte non è neppure detto
che sia esattamente 2 il risultato ( 1 mela + 1 mela = 2 mele certo ma
quante possibilità ci sono che siano perfettamente uguali in tutti
i loro parametri come i due 1 presi in considerazione dalla matematica?
).
La matematica allora a cosa serve? A dirci cosa non va fatto! Se la stessa
non ci può dare la soluzione perché ci porta a risultati
pratici sbagliati vorrà dire che ci sta indicando cosa non fare
se non vogliamo errare e credetemi
non è poco!
La statistica ha, invece,una funzione di grande spalla in quanto permette
di abbreviare i tempi della fisica dal lato della sperimentazione .
Il calcolo delle probabilità infine serve per tracciare le linee
entro le quali operare e fuori dalle quali non farlo ( ci dice in pratica
quando levento che stiamo seguendo sta entro delle regole fisicamente
testabili oppure no ).
La fisica pertanto è il vero baluardo dal quale partire per poter
vincere la propria sfida ed in particolare occorre rivolgersi alla Teoria
del caos applicandola chiaramente in tutte le direzioni.
Ho preso la fisica come fonte di ogni ricerca di carattere empirico pertanto
la stessa mi servirà soprattutto per il terzo punto riguardante
la ricerca della lunghezza numerica della permanenza sulla quale testare
un eventuale metodo.
Per arrivare ad un risultato tangibile partirò da dati reali e
cioè: quanti colpi , in che modo e in quanto tempo gli stessi possono
essere realisticamente distribuiti da un eventuale professionista nellarco
della sua vita di giocatore attivo.
Punto primo letà ottimale entro la quale lo stesso dovrebbe
avere trovato il suo metodo: verso i 35 anni non oltre ( se oltre è
sufficiente ridurre percentualmente tutti i parametri anche se più
si allungano i tempi più tutto si ridurrebbe a mere elucubrazioni
e piaceri mentali )
Punto secondo il tempo che fisicamente è presumibile riuscire
a passare, senza uneccessiva usura da stress psico-fisico, attivamente
allinterno dei vari casinò: massimo ventanni per periodi
di 4 o 5 ore al giorno per 3 o 4( giorni ) consecutivi al massimo (il
professionista non gioca la sera,il venerdì,il sabato e la domenica
per ovvi problemi di intasamento e tutto ciò che ne consegue e
deriva) ogni settimana per un massimo di 9 o 10 mesi ( da dividersi come
meglio uno crede ).
Di più è quasi impossibile pertanto,considerando che in
4 o 5 ore si possono giocare ( non vivere si badi bene ) da un minimo
di 60 ad un massimo di un centinaio di colpi il totale degli stessi in
un anno sarà intorno ai 15000 il che significa 300000 in tutta
una vita di gioco.
Ed allora fisicamente quanto mi serve sapere se un sistema funziona su
di un milione di colpi se neppure in 3 vite riuscirò mai a giocarli?
Ciò che matematicamente ha un senso fisicamente crolla miseramente
(ad ognuno di noi interessa sapere quante possibilità ha nella
sua vita non nelle altre).
Risolto questo punto (almeno per me e non starò qui a spiegare
perché o percome aggiuntivi) e ristretta la permanenza a 300000
colpi vediamo se si può fare meglio e per fare questo ci viene
in soccorso il calcolo delle probabilità.
A me interessano (essendo un pigro) i colpi che posso fare in un anno
che sono 15000 e che rappresentano il 5% di 300000 e per far si che, probabilisticamente
il risultato sia similare allanalisi effettuata prendendo in considerazione
tutti quelli di una vita non devo far altro ( non mi metterò a
citare le leggi che regolano la cosa in quanto chiunque,se interessato,può
trovarle allinterno dei campi presi in considerazione ) che,alla
cieca, prendere, o meglio ancora farsi scegliere da un estraneo, a caso
serie di 100 colpi staccate tra loro ( allinterno,ovviamente,dei
300000 ) e su quel totale testare ( se proprio si vuole essere scrupolosi
lo si può rifare altre due o tre volte con la stessa procedura
) e,cè da crederci,il risultato sarà estremamente
similare al test eventualmente effettuato sulla permanenza completa .
Ergo il famoso milione o più di colpi matematicamente
necessari fisicamente servono solo per, mi si passi il termine, masturbazioni
mentali e similari.
Imprimetevi bene nella mente che mai vivrete tutti quei colpi, mai!
Passiamo ora ad esaminare i parametri basilari sia strutturali che economici che sono necessari affrontare da vincenti questo tipo di divertimento lavorativo.
Le cose stanno in questo modo:se si giocano tutti i colpi vissuti il rischio,se tutto va bene,di perdere anche solo tempo è estremamente elevato (questo penso che sia chiaro a tutti) pertanto si dovranno selezionare e questa selezione deve avere la seguenti due semplici caratteristiche: sempre lo stesso punto di partenza (invariabile in questo caso MATEMATICAMENTE) e sempre lo stesso punto di fine partita ( vale quanto detto per la partenza ).
Una metodologia fissa e costante che non preveda interventi istintivi
o intuitivi ( in pratica deve essere in grado di applicarlo pure un bambino
anche se non lo capisce ) .
Gioco a massa uguale e solo uguale.
Nessuna e per alcun motivo montante in perdita ( mai e poi mai ) ma,a
seconda delle coronarie,al massimo una blanda montante in vincita ( non
oltre i tre colpi ) in modo che la perdita resti allinterno del
concetto applicativo della massa uguale.
Per quanto concerne il capitale scordarsi totalmente i 1000 o 2000 pezzi
( in quel caso significa che si sta applicando qualche montante in perdita
) ne devono essere ben più che sufficienti 100 per la semplice
massa uguale e 300 in caso di utilizzo di montanti in vincita ( il concetto
di capitale è equiparato a quello che si utilizza in qualsiasi
campo lavorativo ).
Le personalizzazioni di cui ogni tanto si sente parlare non devono essere
,pertanto, altro che aggiustamenti a favore o meno della massa uguale
o della montante ed il valore unitario del pezzo.
Qualsiasi altra considerazione di eventuali personalizzazioni esula dal
concetto di qualcosa di fisicamente certo e testato.
Passiamo adesso alla valutazione dellutilità dei sistemi in vendita.
Preciso subito il mio pensiero:non è umanamente possibile che
chi possieda una metodologia fisicamente vincente lo vada anche solo a
dire figuriamoci a venderla suvvia! Non ho però alcuna intenzione
di scendere in questo tipo di approfondimento.
Perché possono servire allora? Perché statisticamente,
percentualmente ( e sono buono ) nonché chiaramente matematicamente
sono perdenti pertanto dicono ed indicano inequivocabilmente cosa non
fare e questo non è assolutamente poco.
Chiunque è in grado di capire che se su uno spettro di 100 possibilità
teoriche ne posso,grazie allo sforzodi altri, eliminarne 80
bè
.sai che immenso guadagno di tempo e minor spreco di risorse
mentali e materiali ( anche se,per fare questo,basterebbe eliminare il
concetto della montante in perdita ed automaticamente perderebbero di
significato quasi tutti i sistemi venduti ).
Forse qualcuno avrà fatto caso che non ho detto che sono sbagliati
dal punto di vista fisico e questo non perché siano giusti, anzi,
ma perché sono costruiti fisicamente su una breve determinata permanenza
costruita empiricamente ad hoc per non poter fallire nel contesto ricercato
pertanto
.!
E un po come se per avere la vittoria certa a calcio una
squadra giocasse un intero campionato regolarmente in 11 contro squadre
che giocano in 7 senza portiere
.qualcuno pensa che possa essere
fattibile?
Infine passiamo a vedere cosa occorre oltre a tutto questo per potercela
fare sul serio.
Come, obbietterà qualcuno, cosa occorre oltre alla metodologia
giusta ed al capitale necessario?
Beh, spiacente di deludervi ma quello non è tutto, anzi è
al massimo la metà.
Sapete quante persone di talento ci sono in circolazione che non riescono
a mettere a frutto ciò che la natura ha loro concesso? La canzone
uno su mille ce la fa non è, probabilmente, molto distante
dalla verità.
Di sicuro i più giovani cercano una soluzione certa in questo
settore (e probabilmente anche in Borsa) attirati dallidea della
sfavillante vita che si può condurre e se questo può essere
pure vero in certi casi occorre una forza ed un carattere estremamente
superiori a qualsiasi altro campo in quanto dove è estremizzato
il fattore economico è quantomeno miope pensare che non lo siano
tutti gli altri aspetti di quel tipo di vita.
Non voglio dilungarmi su cose che forse non interessano molto in questo
contesto ma sappia solo, chi vuole cimentarsi in questo tipo di vita,
che occorre una grande forza psicofisica ed una grande rettitudine. Sì
signori miei, proprio rettitudine!
E per concludere: non esiste nel nostro mondo una cosa o situazione costruita dallessere umano per definizione perfetta esistono solo risposte non ancora trovate e cosa non conosciute, perché ricordatevi che alla prima soluzione fisicamente perfetta (inossidabile, non deperibile e chi più ne ha più ne metta) e in alcun modo attaccabile luomo sarebbe a livello di Dio ed allora che senso avrebbe la ruota?
Un saluto, Mlibiett


